Consiglio comunale, minoranza attacca: «Dosi sindaco sotto tutela, si dimetta»

Consiglio comunale di svolta, a Palazzo Mercanti. E' stata la prima seduta con la giunta rivista dopo il rimpasto della scorsa settimana con i quattro nuovi assessori Cugini, Gazzola, Piroli e Cisini seduti al loro posto, e con la surroga nel loro ex ruolo di consiglieri comunali da parte delle due new entry Miriam Bisagni e Manuel Rossi, entrambi nel gruppo del Pd. Surroga passata in sede di votazione. Dopo le comunicazioni, che hanno toccato temi cruciali per la città come il commercio, la nuova piscina, la viabilità e la fondazione teatri, si è poi entrati nel vivo con l'intervento del sindaco Paolo Dosi nel quale ha ribadito in sede di consiglio ciò che aveva già spiegato nei giorni scorsi: ho preso questa scelta sofferta di rivedere la squadra nell'interesse dell'azione amministrativa, per renderla più efficace. Si è quindi aperto il dibattito e a farlo è stato Tommaso Foti di Fratelli d'Italia che ha sparato bordate davvero pesanti parlando di opacità di certe scelte, di balletto di deleghe tra assessori per accontentare alcuni, e parlando in genere delle scelte del sindaco come di scelte determinate da una volontà esterna al palazzo. E tutto ciò, secondo Foti, fa sì che il sindaco dia l'idea di essere un sindaco sotto tutela. Un problema politico e amministrativo, dunque.

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Poco prima il sindaco aveva parlato al consiglio ribadendo concetti che aveva già espresso nei giorni scorsi in sede di conferenza stampa: «Ho ritenuto di prendere un provvedimento al fine di migliorare l'attività della giunta, con maggiore coesione – ha detto Dosi – Mi rendo conto che provvedimenti di questo tipo sono tutt'altro che semplici e mi sono reso conto di essere di fronte a un bivio: garantire la prosecuzione dell'amministrazione alla presenza di alcune criticità che rendevano più difficili le scelte pur garantendo l'equilibrio interno oppure cambiare. Il cambiamento è stato sofferto e difficile ma l'ho ritenuto necessario per dare risposte più coerenti con il raggiungimento di obiettivi stabiliti nelle linee di mandato. Una scelta che andava preso in questo momento di particolare delicatezza e unicità. Mi sono assunto le responsabilità. Ho avuto difficoltà nel prendere questa scelta ma in questo anno e mezzo ho avuto altrettante difficoltà. Ringrazio comunque tutti quelli che hanno lavorato con me, ai quali auguro buon lavoro. E così faccio anche ai due nuovi consiglieri comunali. Sono comunque convinto che questa scelte vadano nella direzione di raggiungere meglio gli obiettivi che ci siamo posti».

Durissima, dunque, la critica di Tommaso Foti: «Lei, signor sindaco, nel revocare e riassegnare le deleghe assessorili ha seguito una procedura anomala e farraginosa che ha dietro di sé una scarsa conoscenza della pratica amministrativa. Si sono mischiati tra loro due fatti distinti: le dimissioni tra gli assessori Cacciatore e Palladini e la loro revoca da parte del sindaco. Un vizio di forma grave – ha sostenuto Foti – per la mancanza temporanea della figura del vicesindaco che nel caso di specie era Francesco Cacciatore. Il vicesindaco non è stato nominato per due giorni. Non per fare polemica ma per far capire la confusione amministrativa in cui ci si è mossi. Poi c'è il tema della revoca: sono stati revocati e subito riconfermati sei assessori. In definitiva è come se lei abbia ammesso di aver cambiato squadra a causa delle pressioni politiche. Avremmo potuto impugnare questo provvedimento, ma non l'abbiamo fatto». Foti ha proseguito sostenendo che i cambi si possono anche fare ma si devono motivare dicendo quello che si deve dire. Ma qui si è data l'impressione che lei, sindaco, abbia fatto tutto questo per fare contenti i gruppi di maggioranza e così facendo ha dato l'idea di essere in balìa di altre persone. Una sindaco sotto tutela».

Marco Tassi del Pdl rincara la dose invocando le dimissioni del sindaco: «Meglio che lo faccia ora, questa amministrazione è già conclusa – ha detto – I malumori che si sono venuti a creare con questa operazione sono destinati ad esplodere di qui a poco». E ha attaccato rivolgendosi direttamente a Dosi: «Lei è partito con una squadra e ora ha cambiato tutto. Non si può fare».

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