Sanità, curato negli Usa ma l’Asl di Piacenza gli nega un contributo

 Il consigliere Andrea Pollastri (Fi-Pdl) ha rivolto un’interrogazione alla Giunta regionale per segnalare il caso di un giovane piacentino che, affetto da una “grave malattia” che “gli ha impedito l’uso delle gambe”, è stato operato in un ospedale di New York, riprendendo poi a camminare con le stampelle.
Il giovane – prosegue Pollastri – sarebbe tornato cinque volte negli Usa per curarsi e per “lunghe sessioni di fisioterapia intensiva”, subendo un nuovo intervento nel 2012 e le conseguenti terapie.
“Per sostenere gli ingenti costi – aggiunge il consigliere – era nata un’associazione e, da tutto il territorio piacentino, era scattata una catena di solidarietà che aveva portato alla raccolta di fondi, utili ad integrare il contributo erogato dell’Asl”, ma dopo l’intervento del 2012, in seguito a una regolare richiesta, l’Asl di Piacenza avrebbe negato il contributo.
“I medici piacentini, infatti, – sottolinea – consultato, come previsto dalle nuove norme, il Centro regionale di Ferrara, hanno affermato che terapie analoghe a quelle fornite dal nosocomio americano avrebbero potuto essere offerte anche dall'Unità spinale e medicina riabilitativa intensiva dell'ospedale di Villanova, soluzione decisamente più comoda e meno costosa”.
La famiglia, tuttavia, non avrebbe accolto “di buon grado” la decisione e avrebbe fatto ricorso al Tar.
Pollastri chiede quindi alla Giunta se intenda costituire una Commissione tecnica di studio per verificare se, come sostenuto dall’Asl di Piacenza e dal Centro ferrarese, le strutture dell’ospedale di Villanova siano idonee a fornire al giovane cure efficaci quanto quelle fornitegli dal nosocomio statunitense e, nel caso in cui non fosse possibile dimostrarlo, se ritenga che sia erogato il contributo per consentirgli di curarsi negli Stati Uniti. 

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