Il fiorista abusivo: “Disperato”. La negoziante: “Danneggiata per vendetta”

Torna d'attualità il braccio di ferro tra commercianti di fiori e venditori abusivi. Un tema rinnovato in questi giorni dal consigliere di Forza Italia Filiberto Putzu con particolare riferimento a ciò che avviene al cimitero di Piacenza dove stranieri di varie nazionalità si posizionano di fronte agli ingressi del camposanto facendo concorrenza ai commercianti autorizzati. Siamo andati sul posto per ascoltare le opinioni di entrambe le parti.
"E' un danno enorme – spiega Fiorella Agosti, titolare di uno dei tre chioschi di fiori di fianco al cimitero – e nel corso degli anni abbiamo notato una vera escalation. Io sono qui da anni e all'inizio ce n'era uno che vedeva qualche rosellina. Noi lo tolleravamo, poi però ne sono arrivati altri e ben più organizzati: portano vasi con dentro di tutto e la concorrenza è diventata reale. Senza contare che spesso si mostrano invadenti e aggressivi: una volta, esasperata, ho chiamato la guardia di finanza che in effetti è arrivata sul posto e ha fatto i dovuti controlli. Il giorno dopo mi sono ritrovata il chiosco danneggiato. Ignoti hanno tentato di sfondare la parete in lamiera, hanno cercato di tagliare con una lama il vetro della finestra e di aprire l'inferriata. I segni sono visibili ancora adesso perché per le riparazioni dovrei spendere 180 euro e sinceramente preferisco tenermi i danni". (FOTO IN ALLEGATO)

"Senza contare che, quando passano i visitatori, questi abusivi cercano di convincerli a comprare fiori con modi anche invadenti: a volte addirittura abbracciano le persone e fingono di compiangere parenti defunti. Insistono soprattutto con le persone più anziane che a volte acquistano dagli abusivi perché messe in soggezione. Una volta una signora comprò i fiori da me: mi chiese di non metterli in una busta ma di avvolgerli nella carta di giornale, questo per passare inosservata di fronte agli abusivi senza avere problemi. Se vedono una persona comprare fiori da noi, infatti, le dicono  – I commercianti hanno già un sacco di agevolazioni, li deve comprare da noi che siamo poveri e in difficoltà – e molti si fanno convincere".
"Stanno qui dalla mattina alla sera, quando a mezzogiorno vanno a mangiare oppure quando di sera vanno a casa, nascondono i fiori all'interno delle cappelle. Non so come sia possibile, sembra che nessuno dei responsabili del cimitero se ne accorga".

"Il danno che ci provocano è notevole: già siamo stati danneggiati dallo spostamento dei chioschi, troppo lontani dall'ingresso principale del cimitero. In più abbiamo delle reali difficoltà economiche. Si tenga presente che solo l'acquisizione dei chioschi ci è costata 40mila euro, a ciò si devono aggiungere le varie tasse: 2200 euro all'anno per l'occupazione di suolo pubblico, 1500 euro di Tares, la luce e quant'altro. Inoltre ci scontriamo anche noi con la crisi e non solo economica: rispetto a qualche anno fa è calata anche l'attenzione verso il culto dei defunti, oggi al cimitero viene molta meno gente e gli incassi spesso sono irrisori".
Ma da dove vengono i fiori che vendono gli abusivi? "Alla mattina li vedo arrivare con degli scatoloni tutti uguali provenienti dall'Olanda, non so se alla base ci sia un grossista o qualcosa di simile". (NELLA FOTO)

 

IL FIORISTA ABUSIVO: "NON RIESCO NEMMENO A PAGARE L'AFFITTO"
A questo punto abbiamo raggiunto uno dei tanti abusivi che circondano il cimitero, l'unico a non averci respinto, accettando di parlare con noi. Si chiama Ahmed, 32 anni, viene dal Bangladesh. "Sono arrivato in Italia in nave due anni e mezzo anni fa, oggi vivo in via Roma con tre amici" e comincia a raccontare la sua storia.
"In Bangladesh ho lasciato la mia famiglia, i miei parenti e la mia fidanzata. Tutti si sono sposati e anch'io un giorno vorrei riuscirci. Ma purtroppo le cose non stanno andando bene. Loro sanno che sono in Italia e pensano che le cose qui mi stiano andando bene, ma non è così. Ogni tanto mi chiedono di spedire a casa un po' di soldi, ma io non guadagno a sufficienza nemmeno per pagare l'affitto".

A questo punto gli chiediamo come funziona il suo lavoro.
"Acquisto i fiori sul mercato cittadino e li rivendo a prezzo maggiorato, ma il ricavo è esiguo: questo mazzo (indica il suo secchio nero colmo di fiori di vario tipo) lo pago 10 euro e lo rivendo a 12, questo lo acquisto a 15 e cerco di rivenderlo a 20. Il problema però è che i visitatori sono pochissimi e se non riesco a vendere entro 3-4 giorni un mazzo di fiori, lo devo buttare via. E allora va a finire che ho speso soldi senza guadagnarne…".

Quanto guadagni in una settimana?
"Quando va bene riesco ad arrivare a 100 euro. In un mese guadagno al massimo 400 euro, cifra che non copre assolutamente tutte le spese come affitto, mangiare, vestiti. E' una situazione che mi sta davvero lacerando dentro, sono ogni giorno più preoccupato e agitato perché non riesco a migliorare le condizioni di vita mia e dei miei familiari in Bangladesh".

Hai mai pensato di lasciare l'Italia?
"Sì, ma in questo momento non ne ho la forza…".

Hai capi a cui consegni parte dell'incasso?
"No, faccio tutto da solo, non c'è nessuno alle mie spalle e non sono sfruttato".

La polizia ti ha mai fatto allontanare?
"Ho  preso tre multe e mi hanno sequestrato i fiori, ma io non so cos'altro fare".

Molti tuoi 'colleghi' cercano di vendere fiori anche nei locali e nei bar, lo fai anche tu?
"No, non amo questo tipo di lavoro. Qui sto davanti al cimitero e la gente che vuole i fiori li compra. Andare nei bar significa spesso farsi rispondere male, essere umiliati, vedere i baristi che magari per compassione ti offrono da mangiare. Sono tutti aspetti che fanno aumentare il mio malessere…".

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