“Asili sempre più in mano al privato sociale, siamo molto preoccupati”

Asili comunali sempre meno gestiti dall’ente stesso che lascia il campo al privato sociale. Una scelta politica, quella della giunta Dosi, che non trova d’accordo i consiglieri di maggioranza dei moderati, Roberto Colla e Lucia Rocchi, assai preoccupati per il futuro sia delle educatrici sia per i bambini stessi. I due consiglieri hanno affidato a una nota le loro preoccupazioni.
“Il tema degli asili nido, che ieri è stato oggetto di vari e contrapposti interventi in fase di comunicazione in Consiglio comunale, merita un approfondimento. Esistono nella nostra città asili nido comunali, completamente gestiti dall’amministrazione, e asili nido convenzionati, la cui gestione è realizzata dall’Ente locale attraverso il privato sociale, in pratica le cooperative.
Esistono in entrambe le forme situazioni di eccellenza, anche perché l’ente locale si fa garante del servizio, dato che interviene in modo significativo sul piano economico. Il problema dunque non è se gli asili di un tipo sono migliori degli altri; il problema è perché l’amministrazione comunale rinunci alla gestione diretta di questo servizio a favore del privato sociale.
E qui cominciano le difficoltà. In passato gli asili convenzionati erano in numero assai ridotto e si trovavano nelle zone della città prive di strutture pubbliche, in cui già funzionavano asili privati. In questi casi l’amministrazione, verificata l’efficienza della struttura e del piano educativo, aveva più interesse a sostenere economicamente l’esistente anziché accollarsi la costruzione di nuove strutture. Per fare un esempio, pensiamo all’Asilo Mirra, in pieno centro storico, dove l’ente locale avrebbe avuto notevoli difficoltà a provvedere a questo servizio in modo autonomo.
Nel frattempo sono diventati tanti gli asili nido comunali, direttamente gestiti dall’Ente locale nelle varie zone della città in cui vivono famiglie giovani che abbisognano di questo servizio. L’amministrazione negli anni ha provveduto alla scelta e alla selezione del personale attraverso corsi di formazione, concorsi, costituzione di graduatorie costituite secondo propri criteri. Si è formato così un personale, per lo più precario, che da anni sta lavorando per il Comune di Piacenza e che si è sobbarcato aggiornamenti e prove finalizzate a rendere il miglior servizio possibile secondo l’ottica dell’Amministrazione.
Lo scorso anno, all’avvio dell’amministrazione Dosi, gli asili nido sono passati dalla giurisdizione dell’assessorato della scuola a quello dei servizi sociali, e questo ha suscitato qualche perplessità in molti: il servizio reso ai piccoli dai primi mesi di vita ai tre anni non ha uno scopo educativo? Prevale dunque per il Comune di Piacenza lo scopo socio-assistenziale?
Ora appare la notizia che la maggior parte degli asili nido sarà gestita in futuro dal privato sociale. La domanda è quella già implicitamente enunciata all’inizio: Perché?
Ma c’è una seconda domanda ancora più urgente, che merita una risposta consapevole e responsabile: Che fine faranno le educatrici degli asili comunali? Dopo una decina d’anni di precariato in cui hanno servito l’Amministrazione nei modi e con gli oneri di formazione loro richiesti si troveranno senza lavoro, perché le cooperative hanno il loro personale da utilizzare?
Precisiamo: In tutto questo non c’è alcuna avversione nella cooperazione pubblico-privato, tutt’altro (in tanti settori ci sono casi di efficienza straordinaria da citare); ci sono solo degli interrogativi che rimangono senza risposta e che sono stati più o meno direttamente già espressi, ma c’è soprattutto la preoccupazione per le educatrici che rimarranno senza posto: magari super- laureate in scienze della formazione, con una decina di anni di servizio vissuti con un impegno di formazione e di lavoro serio e responsabile, oltre a tutte le selezioni e i concorsi a cui in questi anni sono stati sottoposte.
Per tutto questo vale la pena che certe scelte passino al vaglio della commissione preposta a questo settore e che il Consiglio comunale e i cittadini siano resi edotti dei motivi e delle conseguenze di certe scelte. Questa per noi è la vera partecipazione.

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