Progetto Vita, l’Inail “premia” le aziende cardioprotette con i defibrillatori

A Piacenza ci sono 161 aziende già dotate di defibrillatori. Un record assoluto a livello nazionale segno di una sensibilità particolare il cui merito va a Progetto Vita curato dall’associazione Il Cuore di Piacenza. E non poteva non partire da Piacenza un’iniziativa che porterà le aziende ad ottenere sgravi fiscali proprio in virtù dell’investimento in tema di sicurezza sul lavoro. L’iniziativa, partita dall’associazione e promossa a livello nazionale dell’onorevole Paola De Micheli del Pd, firmataria della legge che rende obbligatori i defibrillatori negli impianti sportivi, consiste nella riduzione del premio Inail per le imprese che si sono dotate di defibrillatori. «E’ il segno evidente che certe battaglie positive alla fine premiano – sottoliena la deputata piacentina, presente all’incontro per illustrare la novità nella sede dell’associazione in via Martiri della Resistenza – Magari i tempi non sono quelli che desideriamo, ma se le battaglie sono positive, e tutelare la salute delle persone è positivo per definizione, alla fine i risultati arrivano. Il progetto di legge poi passato in Parlamento era stato studiato con Daniela Aschieri di Progetto Vita ed era stato presentato dopo la morte di Vigor Bovolenta, nel marzo di due anni fa. All’epoca c’era il governo Monti ed era stata approvata la parte di progetto nella quale si rendeva obbligatoria la presenza dei defibrillatori negli impianti sportivi. Non era passata l’obbligatorietà nelle aziende. Ma oggi lo Stato, per tramite di un suo organismo quale è l’Inail, dimostra di aver raccolto lo spirito dell’iniziativa incentivando l’utilizzo di defibrillatori negli stabilimenti».

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«Questa proposta non poteva che partire da Piacenza» aggiunge Dario Costantini, consigliere di Progetto Vita e presidente di Cna Piacenza, benchè ci tenga in questa sede a non porre l’accento solo sulla sua associazione (che chiede addirittura di non nominare): «Tutte le associazioni datoriali della città hanno creduto e credono in questo progetto e il loro apporto è stato determinante». «L’idea era quella di far ottenere un vantaggio in termini economici per le aziende che nonostante il periodo di crisi hanno deciso di investire in sicurezza sul lavoro, e non è cosa da poco visto che spesso le spese di questo genere vengono considerate inutili». E’ evidente che l’azione di sensibilizzazione dell’associazione Il Cuore di Piacenza e della sua referente, la cardiologa piacentina Daniela Aschieri, è stata efficace. Morale: viviamo nella città più cardioprotetta d’Europa e arrivano operatori da tutto il mondo per imparare dagli specialisti di Progetto Vita. «Un primato, questo – dice ancora Costantini – che non possiamo certo lasciare da parte quando si parla di Expo 2015: a breve saremo da Silvio Ferrari (che presiede l’Associazione temporanea di scopo fondata per coordinare la presenza piacentina all’esposizione mondiale che si terrà a Milano il prossimo anno, ndr) e proporremo di presentare questa eccellenza come tale in modo che abbia la visibilità che merita».

Una visibilità che si traduce poi in vite salvate, e questo va ricordato. Non vengono venduti prodotti ma si salvano persone, e a sottolinearlo è la stessa dottoressa Aschieri: «Ogni anno in Europa muoiono 70mila persone per arresto cardiaco, una ogni otto minuti. E un defibrillatore può salvare molte di queste vite, bastano davvero pochi secondi per segnare la distanza tra la vita e la morte». Così come è accaduto ieri: un uomo sul Pubblico passeggio è stato colto da arresto cardiaco e salvato grazie all’intervento della polizia e del personale del 118 addestrato all’utilizzo del defibrillatore. «Oggi quest’uomo ha parlato con i suoi famigliari – sottolinea la Aschieri – E’ ricoverato ma fuori pericolo. Senza il defibrillatore non ce l’avrebbe fatta».

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