Trespidi lancia la sfida: un campus per il futuro della scuola piacentina

"L' occasione è ghiotta. E' proprio una di quelle che non bisogna lasciarsi sfuggire. Stiamo preparando l’ incontro con il sottosegretario all’ Istruzione Roberto Reggi , sapendo che abbiamo a disposizione un’occasione importante, unica per il nostro territorio, che è quella di avere un sottosegretario all’ Istruzione, piacentino, e che si occupa di edilizia scolastica”. Ha esordito così il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, che assieme all’assessore ai Lavori Pubblici Sergio Bursi e al dirigente Stefano Pozzoli ha incontrato i giornalisti questo pomeriggio in Sala Giunta.

“Alla luce di ciò – ha proseguito Trespidi – riteniamo importante preparare bene questo incontro che avremo nei prossimi giorni, secondo quella logica di collaborazione istituzionale che deve esistere tra organi dello Stato. Da parte nostra  metteremo la competenza che abbiamo sugli istituti superiori”.

Il presidente Trespidi ha poi elencato le competenze che l’ Ente di via Garibaldi ha sulle scuole superiori: si tratta di  10 presidenze di istituti, 45 edifici e di circa 11 mila alunni, cioè un terzo dell’intera popolazione scolastica piacentina.

Nel quinquennio 2009/2013 sono stati spesi  complessivamente 14 milioni di euro tra manutenzioni, ordinarie e straordinarie, e lavori progettati e finanziati che il presidente ha poi passato in rassegna, a testimonianza del fatto che ci sia da parte della Provincia, un’ attenzione particolare per l’ edilizia scolastica.

Il governo Renzi ha manifestato l’ intenzione di svincolare l’ edilizia scolastica dai lacci del patto di stabilità. Se così sarà, come auspica lo stesso Trespidi, in via Garibaldi sono già pronti tra i 5 e i 7 milioni di euro a tale scopo destinati e non utilizzabili a causa dei vincoli imposti. “Non stiamo vendendo fumo – ha proseguito il presidente – e si tratta di cifre reali. E’ una fortuna avere questa disponibilità: altri enti non sono nelle nostre stesse condizioni”.

E poi ha illustrato il piano, rivoluzionario, per la scuola piacentina: un campus per l’ istruzione tecnico- professionale, rifacendosi all’ idea risalente agli anni '60, quando fu costruito il polo scolastico del Ranieri-Marcora.

“La scelta, allora, fu quella di guardare alla Piacenza dei decenni successivi e oggi abbiamo di fronte questa nuova sfida. Vogliamo guardare alla Piacenza del futuro con l' obiettivo di un polo scolastico tecnico-professionale, dotato di quelle strutture richieste anche per far diventare la scuola un luogo di aggregazione; non solo un momento del mattino ma qualcosa che possa essere esteso a tutta la giornata.

Questa nuova realizzazione la cui ubicazione è ancora da definire, alla luce anche del futuro PSC del Comune, porterebbe anche alla liberazione di spazi con risparmi anche di carattere economico. Per esempio il Liceo Gioia verrebbe dislocato su due edifici: quello attuale e quello del Romagnosi, liberando la Provincia dall’ affitto attuale dei gesuiti e consentendo al Gioia di avere a disposizione una struttura per le attività motorie che è quella del Romagnosi.

Oppure lo spostamento del Cassinari nella sede che attualmente ospita il Tramello e che doveva essere la dislocazione originaria dell’ istituto d’ arte,liberando la Provincia dal pagamento degli affitti degli stabili di via Scalabrini e restituendo i locali di via Piatti al Comune.

Palazzo Mercanti potrebbe poi utilizzarli sempre a fini scolastici, per quanto di sua spettanza. Inoltre il Marconi ed il Leonardo Da Vinci andrebbero nel polo scolastico lasciando gli spazi ad uso e consumo di Respighi e Colombini.

Un complesso gioco di spostamenti che Trespidi delinea in modo molto chiaro e che sarà possibile grazie al gioco di squadra di tutti i soggetti coinvolti e che pone una sfida per il territorio, al di là dei contributi. “La sfida – ha concluso Trespidi – è per Piacenza: vogliamo vedere se è pronta per fare questo salto di qualità”.

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