Iniziative del trecentocinquantesimo anniversario della nascita di Alberoni

Terzo appuntamento del ricco programma di celebrazioni nella ricorrenza del trecentocinquantesimo anniversario della nascita di Giulio Alberoni.

Bauli, forzieri, scrittoi da viaggio ed eleganti scrivanie, sécrétaire, maestose poltrone e seggi liturgici, ostensori, cappelli cardinalizi, guanti variopinti e scarpe, il pontificale riccamente decorato, la bussola da viaggio con meridiana, sontuose coperte da letto e infine, tra molti altri oggetti, una selezione della personale libreria del cardinale.

Tutto ciò, unitamente alla collezione di ritratti del Cardinale, mostrerà Effetti personali: un viaggio nella vita e nella personalità di Giulio Alberoni attraverso gli oggetti e i materiali che gli sono appartenuti.

Domenica 6 aprile 2014 alle ore 16 andrà infatti in scena presso la Galleria Alberoni (Via Emilia Parmense 67) un altro denso e interessante appuntamento costituito da una visita guidata speciale dedicata agli effetti personali del cardinale Alberoni che, unitamente ai suoi ritratti, presentati svelandone la storia e la genesi, contribuiranno ad approfondire il profilo biografico del cardinale concittadino, narrandone al contempo la avventurosa vicenda biografica.

Ad aprire il ricco pomeriggio e a introdurre il percorso guidato sarà la lettura del racconto breve scritto per l’occasione da MariaRosa Pezza e intitolato Collezione di ricordi: breve monologo composto per la voce del cardinale, nel quale Giulio Alberoni ripercorre la sua vita evocando memorie, emozioni, suggestioni connesse a luoghi e oggetti che hanno segnato la sua parabola terrena.

Il percorso di visita tematico renderà comunque visibili le eccellenze del patrimonio artistico alberoniano (Ecce Homo di Antonello da Messina, i dipinti dell’appartamento del cardinale, la biblioteca, l’arazzeria, etc)

 

La libreria di Giulio Alberoni. Una mostra

Alla visita guidata speciale seguirà l’apertura di una mostra allestita nella Sala Scribani Rossi della Galleria Alberoni e intitolata La libreria di Giulio Alberoni. Antichi volumi e manoscritti della libreria personale del cardinale.

L’esposizione intende restituire tratti della personalità di Giulio Alberoni attraverso la presentazione e l’esposizione di libri facenti parte della sua personale libreria addentrandosi, per questa via, nella sensibilità culturale e nei gusti letterari del cardinale.

L’esposizione sarà arricchita da alcuni altri volumi significativi provenienti dal Fondo del cardinale Giacomo Lanfredini Amadori , acquistato dall’Alberoni appositamente quale prima dotazione della biblioteca del suo Collegio di San Lazzaro.

Il percorso di mostra sarà inoltre completato dall’esposizione di alcuni ritratti incisi dello stesso Giulio Alberoni, facenti parte dell’Archivio alberoniano e mai esposti al pubblico.

 

Un interessante appuntamento da non perdere arricchito dalla esposizione di elementi inediti del patrimonio del cardinale stesso.

 

Effetti personali

Giulio Alberoni raccontato dai ritratti e dagli oggetti personali

custoditi presso il Collegio

Visita guidata speciale a cura di Claudia Marchionni

 

 

Sarà l’ascolto di un suggestivo racconto, scritto da Maria Rosa Pezza, e intitolato Collezione di ricordi, nel quale è lo stesso Alberoni a comporre una collezione di immagini della sua lunga e intensa parabola di vita, nel tono intenso della nostalgia e della memoria, ad aprire il pomeriggio alberoniano.

 

Seguirà, a cura di Claudia Marchionni, guida del Collegio Alberoni, un itinerario attraverso il Collegio, tracciato e scandito dal progressivo svelarsi di oggetti, mobili, arredi, abiti e altri effetti personali del cardinale.

La collezione di bauli introdurrà al tema dei viaggi di Alberoni e alle numerose città nelle quali, nelle alterne fortune della sua vita e per i molteplici incarichi ricoperti, dimorò: Piacenza, luogo di nascita e di morte, Parma, Parigi, Madrid, Genova, Roma, Ravenna e Bologna.

Si potranno vedere i seguenti pezzi.

Sécrétaire in ebano, realizzato da ebanista della prima metà del XVII, fornito di due grandi maniglie sui fianchi per il trasporto e con la parte superiore sagomata a pagoda, che all’apertura dei due grandi sportelli anteriori, forniti di specchiature, svela un labirinto di 20 cassetti e, al centro, due ulteriori sportelli, che aprono a successivi vani lignei interni.

La Cassaforte delle tre chiavi realizzata da artigiano anonimo del XVIII secolo, con fattura in legno di noce, essenziale, ma rinforzata da profili in ferro Venne murata in luogo segreto in Collegio per custodire e assicurare i 3.000 scudi di riserva amministrativa; era dotata di tre chiavi tutte differenti e affidate la prima al Vescovo, la seconda al Superiore e la terza al Conservatore.

Fanno parte della dotazione del cardinale due forzieri da viaggio entrambi ornati e irrobustiti da tre ordini di lamine di ferro, l’uno con decorazioni floreali, l’altro invece con quattro stemmi alberoniani e un ulteriore cofanetto o piccolo forziere di legno di noce di Spagna ornato con metallici motivi a giglio.

Osservabile nell’appartamento del cardinale il computer portatile ante-litteram di Alberoni, ovvero lo scrittoio ligneo da viaggio, legato al gusto per l’esotico della metà del Settecento, con decorazione in oro su lacca amaranto, e corredato da calamaio e pennino. Lo scrittoio da viaggio è collocato sopra una preziosa ed elegante scrivania realizzata da ebanista locale dotata di numerosi cassetti, quello centrale ornato dallo stemma alberoniano, e che riporta nei cassetti laterali cartigli con la destinazione di ciascuno di essi, segno della grande precisione dell’alto prelato.

Esposta nella collezione degli strumenti scientifici, ma pur sempre strumento da viaggio, sarà visibile la bussola personale del cardinale, dotata di meridiana, che deve averlo accompagnato nelle strade della sua carriera politico ecclesiastica.

 

Se Alberoni lasciò in legato a Mons. Pietro Cristiani, Vescovo di Piacenza al momento dell’apertura del Collegio Alberoni, “il nostro orologio da tavolino detto Cariglione” fatto in Inghilterra, dono di Clementina Sobieski, oggi pertanto non più visibile, ancora apprezzabile, nell’appartamento del cardinale, è invece la splendida Pendola in legno laccata e decorata anch’essa con motivi di cineseria, realizzata a Londra dall’orologiaio George Clarke, tenuta dal cardinale nel Palazzo di Roma e ricevuta anch’essa in dono dalla stessa regina moglie di Giacomo Stuart, pretendente al trono di Inghilterra con cui il cardinale intrattenne amichevoli rapporti durante gli anni del soggiorno romano. Questo prezioso orologio aprirà un varco al racconto del periodo romano del cardinale.

Interessanti per comprendere il personaggio Alberoni alcuni abiti ed effetti personali conservati al Collegio. Se il bellissimo galero cardinalizio, due paia di scarpe rosse, i raffinati guanti di colore rosso, verde e blu, rappresentano coerentemente la cura del cardinale e la sua statura di alto prelato, la coperta da letto di seta indiana con ricami di sete policrome svela il gusto per l’esotico tipico della sua epoca così come gli originalissimi sandali da camera.

 

Si deve levare lo sguardo tra le centinaia di pietre preziose che tempestano il superbo Ostensorio d’argento gemmato e dorato realizzato da Angelo Maria Spinazzi per trovarne, all’apice, la croce pettorale del cardinale, nella quale sono incastonati 6 topazi, 4 rubini e 36 diamanti; essa è fissata per sempre a questo capolavoro dell’oreficeria barocca fatto realizzare dai Padri Vincenziani nel decimo anniversario della morte del cardinale.

Numerosi sono gli oggetti meno conosciuti e poco esposti che costituiranno parte del percorso speciale di visita dedicato agli effetti personali di Alberoni.

Tra questi citiamo due splendidi piattini di tartaruga ageminati in oro e madreperla, realizzati probabilmente da un orafo francese influenzato dal gusto esotico/cinese dei primi decenni del Settecento.

 

Estremamente prezioso il Pontificale del cardinale con la elegantissima coperta in Gros de Tours di seta rossa, laminata d’oro e ricamata con motivi dorati, e splendide incisioni nelle pagine.

Degna del rango cardinalizio è certamente la maestosa poltrona in legno scolpito e dorato coperta di velluto cremisi con gallone d’argento, decorata con pieno e sontuoso gusto barocco, così come il faldistorio con stemma cardinalizio, seggio pieghevole a due snodi in legno dorato, con decorazioni barocche di tipo floreale, che sarà visibile accanto alla poltrona. Il faldistorio, nelle cerimonie liturgiche solenni, veniva collocato in prossimità dell’altare e riservato alla personalità ecclesiastica di più alto grado partecipante al rito.

Numerosi altri oggetti saranno mostrati nel corso della visita.

 

Non mancherà, nel percorso, la sezione dedicata ai ritratti del cardinale e alla loro storia: saranno visibili quello eseguito da Giovanni Maria delle Piane detto il Mulinaretto (1660-1745), vera icona dell’Alberoni, e commissionato dal cardinale tra il 1732 e il 1734, il ritratto eseguito da Michel-Ange Houasse (1680 – 1730), probabilmente dopo l’attribuzione della porpora cardinalizia nel concistoro segreto del 12 luglio 1717 e la derivazione in formato ovale opera di anonimo pittore del secolo XVIII esposta nell’appartamento del cardinale, nonché una ulteriore replica settecentesca.

 

L’incisione effigiante Alberoni eseguita Antonio Friz (1696-1751) sarà invece esposta con altre due incisioni ritraenti Alberoni e mai mostrate al pubblico nella mostra La Libreria di Giulio Alberoni.

 

 

La libreria di Giulio Alberoni

Antichi volumi della libreria personale del cardinale

e due ritratti incisi mai esposti

 

 

La biblioteca del Cardinale rispecchia la sua attività di uomo di stato, diplomatico al servizio di potentati laici oltre che dello Stato Pontificio.

Numerosi sono i testi di diritto canonico, storia della Chiesa e gerarchia ecclesiastica.

Un classico è il De Cardinalis Dignitate et Officio del cardinale Girolamo Piatti pubblicato nel 1602, ma continuamente ristampato.

In mostra si potranno vedere, tra gli altri, i seguenti volumi.

Gli Acta Conciliorum et Epistolae Decretales ac Costituziones Summorum Pontificum (12 tomi in folio) Parisiis MDCCXIV fondamentale raccolta di canoni conciliari, decretali e costituzioni pontificie curata dal gesuita Jean Hardouin.

 

La fondamentale svolta impressa alla Chiesa dal concilio di Trento è testimoniata da numerosi testi fra cui L'Histoire du Concile de Trente de Fra Paolo Sarpi traduit par Amelot de la Houssaie   a Amsterdam MDCXCIX che si segnala in quanto fu immediatamente condannata dalla Congregazione dell'Indice al suo apparire a stampa e che costituice certamente una delle sorprese della biblioteca.

Non sorprendono invece i testi di agiografia, immancabile la vita di S. Vincenzo, ma anche la Vita del P. Paolo Segneri Juniore della Compagnia di Gesù autore L. A. Muratori; oppure le raccolte di omelie: Prediche dette nel Palazzo Apostolico da Fra Francesco Maria Casini … in Venezia MDCCXXIV. L'attività diplomatica fu anche occasione per incontri che si trasformarono in amicizie come nel caso di Giacomo III Stuard e della moglie Maria Clementina Sobiescki della quale il cardinale possedeva i resoconti delle cerimonie funebri. In esposizione sarà possibile ammirare Parentalia Mariae Clementinae Magn. Britain. Franc. Et hibern. Regin. Iussu Clementis XII Pont Max  (ROMA 1736) opera in grande formato impreziosita da incisioni derivate da disegni di Gian Paolo Panini.

 

Ma una biblioteca è anche luogo di sosta e di rifugio dalle preoccupazioni del mondo, luogo rivelatore di gusti e predilezioni nascoste che ci permette di scoprire un Alberoni inedito, amante dei classici latini e greci e non solo oratori o storici ma anche poeti o commediografi.

Il De Rerum Natura di Lucrezio, le Commedie di Plauto e di Terenzio si affiancano all'Opera Omnia di Seneca. Ma c'è posto anche per La Divina Commedia, per l'Orlando Furioso o La Secchia Rapita di Tassoni. Un mondo fantastico e più giocoso che ci fa apparire meno severo lo sguardo del Cardinale che ci sorveglia silenzioso ed austero dalle incisioni di Antonio Friz (1696-1751), Innocente Migliavacca ( notizie 1844 -1856), Francesco Zucchi (1692 – 1764), queste ultime mai esposte al pubblico.

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