Cisl, donne e logistica: “Pressioni e vessazioni spesso sfociano in mobbing”

"Problematiche del lavoro femminile nella logistica". E’ il titolo del convegno organizzato questa mattina, venerdì 11 aprile, dalla Cisl di Piacenza nella sede del sindacato in via Pietro Cella. All’incontro sono intervenuti Claudia Gnocchi Cisl Parma-Piacenza, Amalia Beninati delegata Fit Cisl Piacenza, Antonio Colosimo Segretario Presidio Fit Cisl, Franca Daniele Fit Cisl Emilia Romagna e Cristina Niglio dello Sportello Zona Donna. “E’ un modo per mettere in evidenza i problemi che le donne si trovano ad affrontare nel mondo della logistica e per far conoscere gli strumenti che la Cisl mette a disposizione per dare sostegno alle lavoratrici” spiega Claudia Gnocchi.

Tra i problemi più sentiti la difficile conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro – spiega Gnocchi – la logistica è un settore pensato e strutturato in base alla comodità per le aziende, senza badare alle necessità sociali e quotidiane dei lavoratori. Entrando nello specifico, le aziende e i poli logistici sono collocati all’esterno del centro abitato per facilitare il lavoro alle imprese, ma questo non tiene conto della mobilità dei dipendenti, della madre che, per fare un esempio, deve accompagnare a scuola i figli. Non viene fatto nulla, in sostanza, per supportare le donne–madri. E’ certamente un problema comune a tutte le donne e a molti settori lavorativi, ma si tenga presente che la logistica a Piacenza è una realtà cardinale, un settore che rappresenta il 9 per cento dell’occupazione provinciale e che in 20 anni nel piacentino è cresciuto del 160 per cento rispetto al 50 per cento dell’Emilia Romagna in generale”.

“Esiste poi il problema dei ritmi di lavoro estremamente pressanti – ha continuato – che purtroppo spesso sfociano in pressioni psicologiche e vessazioni di tipo personale. Non a caso la Cisl mette a disposizione proprio per le donne la consulenza gratuita di un avvocato preparato ad affrontare casi di mobbing”.

"Altro problema – ha sottolineato la sindacalista – è la mancanza di distinzioni tra uomo e donna nella distribuzione delle mansioni. In un magazzino logistico capita di frequente che le donne debbano eseguire gli stessi sforzi e spostare gli stessi pesi degli uomini. E’ l’altra faccia della medaglia del Femminismo, che ha portato lavoro e norme uguali per tutti. Giusto, ma deve esistere una distinzione di genere perché ci sono lavori che le donne, anche solo fisicamente, non possono svolgere. Piuttosto dovrebbero essere paritari i percorsi di carriera”.

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