Chiusura Sandvik, si tratta. Sciopero Sa.Te.In: “Cinque mesi senza stipendio”

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 La questione del lavoro è sempre più calda nel Piacentino, con due realtà produttive che non se la passano per niente bene. Nel primo caso parliamo della multinazionale svedese Sandvik Machining Solutions che ha annunciato il piano di chiusura della sede di San Polo di Podenzano. Produttrice di utensili da taglio per lavorazioni industriali, nello stabilimento sono impiegati 57 dipendenti.  
Nel secondo caso di una ventina di lavoratori della Sa.Te.In. di Castellarquato, che hanno deciso di scioperare per quattro ore perché “da cinque mesi non prendiamo lo stuipendio” hanno spiegato.  

INTERVENTO DEL CONSIGLIERE REGIONALE (LEGA) STEFANO CAVALLI 
 
No all’ennesimo esproprio del lavoro”. Il consigliere regionale leghista Stefano Cavalli, in una risoluzione, chiede alla Regione di tentare tutte le strade possibili per scongiurare la chiusura della Sandvik di San Polo, che minaccia 57 dipendenti e "altrettante famiglie", rimarca l'esponente del Carroccio. 
In primis c’è la richiesta di “attivare un tavolo regionale, coinvolgendo i vertici societari, i sindacati e le istituzioni" per “individuare percorsi alternativi alla chiusura dello stabilimento” e per “ottenere le maggiori garanzie possibili per i dipendenti”. 
“Una notizia triste e preoccupante – dice Cavalli – di questo passo il territorio piacentino, a tradizionale vocazione produttiva e giudicato storicamente un gioiello sotto il profilo industriale, rischia la desertificazione aziendale”. “La mediazione istituzionale della Regione è necessaria – dice Cavalli – soprattutto in situazioni in cui – purtroppo sono sempre più frequenti – a decidere sono i vertici di multinazionali che hanno sede all’estero e che, troppo spesso, trattano i territori come fossero scacchiere o mappe di un risiko”.

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