Assemblea San Martino, i Si Cobas attaccano: “Confronto antidemocratico”

“Un confronto antidemocratico”. Coì i Si Cobas criticano l’assemblea della Cooperativa San Martino che si è tenuta ieri al Palabanca. Il perché di questo giudizio lo spiega lo stesso sindacato: “Nonostante tanto slancio democratico, investimento organizzativo ed economico, l’assemblea ha peccato proprio del decantato carattere democratico, visto che l’avviso di indizione dell’assemblea riportava una nota in grassetto che specificava: ‘Si ricorda che la partecipazione è aperta a tutti i Soci per i quali non sono in corso provvedimenti sospensivi di tipo disciplinare’. L’”ampio e democratico confronto”, preparato con tanta premura, si è svolto così escludendo volutamente ed anti-democraticamente proprio i soci colpiti da provvedimenti disciplinari di sospensione”.

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I Si Cobas riprendono poi il tema della busta paga da 2.078,84 euro mostrata dalla San Martino a conferma delle buone condizioni di lavoro dei propri soci:  “In quella busta paga – chiosano i Si Cobas – sono inclusi 907,76 euro inerenti voci che non sono la norma come arretrati/differenza , una tantum , assegno nucleo familiare, straordinari. Normalmente la busta paga sarebbe ben lontana dagli oltre 2mila euro”.

 

IL COMUNICATO INTERO

Le bugie hanno le gambe corte. Ieri si è svolta l’Assemblea che la cooperativa San Martino ha organizzato al Palabanca di Piacenza per svolgere “un ampio e democratico confronto con la propria base associativa circa la situazione venutasi a creare“ in IKEA. Nonostante tanto slancio democratico, investimento organizzativo ed economico, l’assemblea ha peccato proprio del decantato carattere democratico, visto che l’avviso di indizione dell’assemblea riportava una nota in grassetto che specificava che: “NB. Si ricorda che la partecipazione è aperta a tutti i Soci per i quali non sono in corso provvedimenti sospensivi di tipo disciplinare".

L’”ampio e democratico confronto”, preparato con tanta premura, si è svolto così escludendo volutamente ed anti-democraticamente proprio i soci colpiti da provvedimenti disciplinari di sospensione ed è stato anche una vetrina politica con l’ex ministro Cecile Kyenge, ministro all'integrazione del governo Letta e ora candidata in quota PD alle Europee per la circoscrizione Nord Est, a portare il suo saluto all’inizio dell’assise.

Il mancato rispetto degli impegni assunti in Prefettura ed i passaggi a carattere politico-mediatico per attaccare i lavoratori “violenti” con il sostegno delle istituzioni e delle forze politiche e sindacali a mò di vero e proprio blocco sociale contro “la minoranza di 33 facinorosi” (che, non si sa come,  ha dato luogo alla continuazione dello sciopero in Ikea con l’astensione dal lavoro di centocinquanta soci-lavoratori), sono stati messi in campo dopo le menzogne della San Martino sui trattamenti virtuosi riservati ai soci-lavoratori presso l’appalto IKEA.

Qualche giorno fa la San Martino aveva provveduto a dare in pasto alla stampa una busta paga  di un lavoratore con un netto di euro 2.078,84 come se quella busta fosse la norma. Abbiamo avuto modo di analizzare la busta del lavoratore in questione, con famiglia a carico, ed abbiamo constatato che dell’importo citato fanno parte le seguenti voci:

ARRETRATI/DIFFERENZA – euro 168,23

UNA TANTUM – euro 44,00

ASSEGNO NUCLEO FAMILIARE – euro 351,04

STRAORDINARI – euro 351,04

Un totale di euro 907,76 che norma non sono visto che: gli arretrati fanno parte di salario maturato e non percepito precedentemente,  l’una tantum del rinnovo contrattuale –come tale- non si ripresenterà nelle prossime buste, l’assegno nucleo familiare è versato dallo stato, gli straordinari sono lavoro extra. Tolti i 907.06 euro, quale sarebbe l’importo? A voi il conto.

Ma non è tutto.  A fronte di 156 ore ordinarie e di 29 ore straordinarie, per un totale di 185 ore, la San Martino non eroga gli istituti contrattuali (13°, 14°, ferie, rol, ex festività, TFR) al 100%, come afferma, visto che li conteggia non sulla media delle 168 ore contrattualmente previste, ma sulle ore ordinarie lavorate nel mese, in questo caso 156. Moltiplicate questo per tutti i soci della cooperativa e fate un nuovo conto e non dimenticate di aggiungere il risparmio della cooperativa sul trattamento di malattia ed infortunio verso i suoi soci-lavoratori con buona pace, ancora una volta, del mutualismo.

Questo meccanismo “mutualista”, in violazione a quanto previsto dalla normativa vigente, non avviene invece per il lavoratori di IKEA ai quali è applicato il medesimo contratto nazionale (istituti contrattuali e trattamento di malattia/infortunio al 100%). Quando parliamo di dumping contrattuale ci riferiamo a questo.

Chissà se l’ex ministro Cecile Kyenge, che afferma che “questa realtà è un modello di integrazione” conosce queste cose…

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