Spettacolo benefico “Rafiki chiama, Fiorenzuola risponde”

Mercoledì 21 maggio (ore 21) al teatro Verdi andrà in scena lo spettacolo benefico “Rafiki chiama, Fiorenzuola risponde”, a sostegno del “Rafiki health care centre”, la casa di accoglienza per bambini disabili di Ndithini (Kenya).

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Lo spettacolo (ingresso unico 10 euro) nasce dall’idea di Paola Pedrini, fiorenzuolana, scrittrice e operatore socio sanitario. In scena Matteo Magni, Dramane Konate, le Jovanotte, Elisa Simonazzi e il gruppo Artedanza.

Per informazioni, prenotazioni e l’acquisto dei biglietti è possibile contattare l’Ufficio del Teatro “Inform’Arti” – Via Liberazione – 29017 Fiorenzuola d’Arda (Pc), Tel 0523/985253 – 989250 (dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e nei giorni di spettacolo dalle 19.30).

La missione

Ndithini è un villaggio situato in Kenya, nella provincia orientale, a circa 120 km a ovest della capitale Nairobi. Fa parte delle aree più depresse del Paese dove è molto diffuso il fenomeno dell’abbandono di minori, frequentemente neonati. In questo contesto si colloca l’opera delle suore della congregazione delle Piccole Figlie di San Giuseppe che gestiscono la missione di Ndithini, che è attualmente costituita da: un orfanotrofio nel quale sono ospitati gli orfani raccolti nella zona, una scuola primaria Tito e una scuola secondaria Kerathani in fase di completamento. Ci sono poi un ospedaletto che serve tutta la popolazione, composto da un ambulatorio e un dispensario, specializzato nella somministrazione di medicamenti atti a contrastare la malaria, l’HIV e le malattie derivate. Attualmente l’orfanotrofio ospita oltre 500 tra i/le 300 bambini/e della scuola primaria e i/le 200 ragazzi/e della secondaria.

Il progetto

Rafiki health care centre – Casa di accoglienza per bambini disabili Il nome "Rafiki", in Swahili significa "amico”. Noi vogliamo fare sapere a questi bambini che non saranno mai più soli, segregati in case e isolati dalla comunità.

Nel nostro centro troveranno solo amici e legami autentici che dureranno per sempre. Per tradizione i bambini disabili sono considerati una sventura e soprattutto quelli con ritardi mentali sono sentiti come un peso e una vergogna per la famiglia. I genitori sono indotti a nasconderli in casa e spesso a trascurarli. Vivono in condizioni precarie, poche le speranze di recupero anche se molte situazioni potrebbero essere efficacemente combattute con elementari interventi di prevenzione e riabilitazione. I contesti sanitari faticano a sorreggersi e non hanno gli elementi logistici e tecnici per far fronte a questa emergenza, inoltre c’è un numero nettamente insufficiente di operatori sanitari del settore. Questi piccoli innocenti, oltre alla disabilità, devono affrontare anche l’emarginazione e la discriminazione. Il nostro progetto consiste nella costruzione di una casa di accoglienza per bambini disabili all’interno della missione di Ndithini. Quindi vicino alla scuola, all’ospedale e agli altri bambini. Il complesso sarà formato da una casa comune con spazio giochi e refettorio, i bagni e una stanza adibita alla fisioterapia. Ovviamente tutta la struttura sarà costruita a norma per la disabilità ( scivoli, maniglie..). Ci sarà anche un giardino esterno per le attività all’aperto. Il centro sarà arredato nel modo più accogliente possibile ma soprattutto comodo, cercendo di andare incontro alle esigenza di tutti i bambini ospitati. Saranno messi a disposizione tutti i tipi di ausili che servono a un bambini disabile ( carrozzine, deambulatore, materiale antidecubito, deambulatore..).

Lo scopo del progetto è quello di migliorare la qualità della vita di bambini e bambine con disabilità per renderli più autonomi e fiduciosi in se stessi. Dare loro assistenza adeguata in termini di igiene, istruzione, socializzazione.

Responsabile della missione: Sister Nadia Monetti

È l’anima della missione, oltre ad essere la suora superiora della congregazione di Ndithini. E’ nata a Stra (Venezia) ma vive in Kenya da oltre venti anni. Braccia forti, determinazione e un cuore dagli orizzonti infiniti l’hanno portata qui quando qui non c’era niente. Quella voce insistente che ci dice esattamente cosa fare ma che spesso

ignoriamo, lei l’ha ascoltata. Quel nodo in gola che spesso cerchiamo di soffocare per paura, lei l’ha sciolto.

Responsabile del progetto: Paola Pedrini

Nata a Fiorenzuola d’Arda (Piacenza), vive tra l’Italia e il resto del mondo sempre in bilico tra Asia e Africa. È scrittrice e operatore socio sanitario e attualmente lavora in Kenya nella missione di Ndithini per l’associazione Domus Onlus. Ha pubblicato con la casa editrice Polaris “La mia India, pensieri in viaggio” e “Gli angeli di Calcutta, sguardi sulla città e sul volontariato”.

Responsabile Domus Onlus: Antonella Genovesio

L’associazione ha sede a Cavour (Torino). E’ laica, apartitica, non ha scopo di lucro ed opera nello spirito di indipendenza, neutralità e imparzialità rivendicando nel nome dell’assistenza umanitaria e della solidarietà, la totale libertà dell’esercizio della sua funzione, uniformando le sue linee e le sue decisioni etiche, morali e strategiche a criteri conformi alle linee di comportamento assunte all’interno dell’organizzazione.

Domus Onlus nella missione di Ndithini, tra le tante altre cose, sostiene le spese per il mantenimento dell’ospedale e delle scuole, si occupa si adozione a distanza e supporto al microcredito.Domus opera anche in Italia, in Ucraina, in Nicaragua e in Afghanistan.

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