Giro di vite per i “paninari”, polemica tra Confcommercio e Confesercenti

Dal 15 luglio scatterà la nuova ordinanza restrittiva per i cosiddetti paninari, i furgoncini dove è possibile consumare cibo e bevande che in più di un’occasione hanno suscitato il disappunto dei ristoratori. Secondo i titolari di locali, infatti, mancava una norma che regolamentasse l’attività dei chioschi in questione, norma che ora entrerà in vigore martedì 15 luglio. Il nuovo regolamento lascia invariati gli orari e agisce invece sulle zone in cui gli ambulanti potranno posizionarsi: L’attività sarà dunque consentita sempre dalle 22 alle 5, ma si amplia la zona “off limits”: se prima quest’ultima si limitava al centro storico ora l’area vietata comprenderà anche vie oggi popolate dai paninari come via Colombo, via Emilia Parmense, Montale. Senza contare il quartiere Besurica e Borgotrebbia. In buona sostanza resteranno “libere” le zone industriali.

“Siamo molto soddisfatti, è una grande conquista – spiega Cristian Lertora presidente provinciale di Fipe Unione Commercianti – un sentito grazie all’assessore Katia Tarasconi e al sindaco Paolo Dosi che hanno deciso di ascoltare le nostre ragioni, si sono interessati alla questione e hanno riconosciuto il problema”.

“Unico rammarico – commenta Lertora – è l’essere rimasti soli in questa battaglia. Quando noi cercavamo in tutti i modi di accelerare il percorso verso una normativa come quella che entrerà in vigore a breve, l’unica altra associazione di commercianti presente a Piacenza (Confesercenti ndr) ha fatto rallentare il più possibile l’iter dando parere negativo e dichiarando di non volere lo spostamento di queste strutture solo perché iscritte all’associazione stessa. A quanto pare si preferisce pensare al proprio orticello piuttosto che al bene della stragrande maggioranza dei commercianti e della città: ricordo infatti i disagi che questi esercizi ambulanti spesso causano ai residenti tra sporcizia e problematiche legate all’ordine pubblico. Trovo abbastanza eclatante la scelta di difendere a tutti i costi questi chioschi”.

In effetti Confesercenti si dichiara parecchio critica nei confronti di questa ordinanza, come spiega il presidente Fabrizio Samuelli: “Noi siamo sempre stati d’accordo sull’esigenza di regolamentare l’attività dei chioschi ambulanti – spiega – ma il provvedimento in questione, nello specifico, non ci trova soddisfatti. Innanzitutto c’è un problema di base, nel senso che non abbiamo avuto una preventiva discussione con l’amministrazione e le altre associazioni, di conseguenza si tratta di un documento deciso senza aver consultato Confesercenti. Secondariamente alcuni punti ci lasciano perplessi. Prendiamo ad esempio l’obbligo per i furgoncini di spostarsi dal luogo dove normalmente svolgono la propria attività: quando il furgone non lavora diventa una normalissima vettura parcheggiata, non capisco dove possa essere il problema. Insomma, in generale avremmo preferito che ci fosse un po’ più di tempo per poterci confrontare”.

Riguardo alle critiche rivolte da Fipe, Samuelli spiega: “La questione dei disagi causati ai cittadini non deve essere vista in senso univoco. Ci sono zone come strada Caorsana in cui non ci sono esercizi che erogano cibo e bevande dopo le 19,30. Esercizi del genere, come i chioschi ambulanti, farebbero invece molto comodo alle centinaia di lavoratori che anche la sera operano in questa zona. In sostanza io sono d’accordo nell’impedire agli ambulanti di posizionarsi di fronte a un locale o un ristorante, però questi commercianti non vanno nemmeno considerati esclusivamente come un problema: in certe zone della città rappresenterebbero invece un servizio importante. E poi ricordo che comunque anche gli ambulanti dei chioschi sono esercenti che hanno investito in un’attività”.

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