Consiglio comunale, Acer nel mirino: «Conflitto di interessi per il Pd moroso»

Particolarmente tesa la seduta di consiglio comunale convocata in via straordinaria oggi alle 15 per discutere di tesse sui rifiuti e di tariffe degli asili nido. In sede di comunicazioni sono stati toccati temi particolarmente caldi negli ultimi giorni, su tutti quello dell’Acer, l’agenzia delle case popolari, di recente finita al centro di polemiche sollevate sia da parte di alcuni inquilini, sia da parte del mondo politico; quest’ultimo, e naturalmente parliamo della minoranza di centrodestra, si è scagliato contro la morosità del Partito democratico la cui sede di via Martiri è di proprietà, per l’appunto, dell’Acer. Risulta che non siano pagate alcune mensilità per un totale di circa 8mila euro e la cosa infastidisce i consiglieri di minoranza che parlano di trattamento impari.

Marco Colosimo di Piacenza Viva e fondatore del movimento civico Cantiere Piacenza trova «irrispettoso» che Acer vada a bussare alla porta degli inquilini morosi in difficoltà economica e per contro «non faccia nulla» di fronte alla morosità di un partito come il Pd, «che più che un partito sembra un centro di collocamento». Già due settimane fa, quando le polemiche erano all’apice, il presidente di Acer Savi aveva sottolineato come il realtà l’azienda stia trattando il Pd esattamente come qualsiasi altro inquilini. Ma Colosimo e altri consiglieri come Maria Lucia Girometta del Pdl e Mirta Quagliaroli dell’M5S sono perplessi soprattutto perché il tesoriere del Pd, Luigi Anceschi, è allo stesso tempo revisore di Acer: una sorta di controllore che è al contempo il controllato.

«Basta polemiche sterili – ribatte per il Pd Michele Bricchi – la figura di Anceschi è assolutamente rispettabile e al di sopra di ogni sospetto. Peraltro per il Pd mette a disposizione la sua professionalità a titolo gratuito».

Si è parlato anche dell’“affaire parigine”, le tanto discusse barriere metalliche che impediscono la sosta delle auto nella seconda parte del Corso, verso barriera Genova, che tanta contrarietà hanno sollevato da parte dei commercianti e degli esercenti convinti di perdere lavoro per colpa di questa iniziativa finalizzata alla “pedonalizzazione” della zona. Per evitare le auto in sosta vietata, ha detto Massimo Polledri della Lega, basterebbe che i vigili facessero il loro mestiere senza impedire la sosta anche dove oggi si può. Ed è a questo proposito che si è registrato l’intervento di replica più deciso da parte del sindaco Paolo Dosi. «I nostri vigili fanno quello che devono fare e lo fanno al meglio – ha detto – Per tenere monitorate tutte le zone della città ci vorrebbe un organico ben superiore e naturalmente non è possibile».

Dando sulla voce al primo cittadino è intervenuto il consigliere Marco Tassi che ha ironizzato sul fatto che la gran parte degli agenti della Municipale sono in ufficio, sostanzialmente a scaldare la sedia, è parso di capire. «Il sedere dalla sedia dovrebbe alzarlo lei – ha replicato il sindaco -, andare negli uffici della Polizia municipale e vedere cosa fanno tutti i giorni i nostri vigili». Fanno il massimo, aggiunge, soprattutto dopo che al corpo di Polizia municipale sono state attribuite funzioni «di cui faremmo volentieri a meno», compreso l’obbligo di rilevare tutti gli incidenti stradali nel territorio. 

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