Festival Teatro Antino, in arrivo Moni Ovadia con “Odissea”

Dopo il successo da record delle due prime serate di Veleia, domenica 10 un altro attesissimo grande protagonista della scena teatrale contemporanea sbarca al festival di teatro antico: Moni Ovadia.

Moni Ovadia, geniale, umanissimo cantore del teatro contemporaneo, a Veleia restituirà al rito civile della narrazione orale alcune delle più belle pagine omeriche, prendendo per mano lo spettatore alla riscoperta dei due grandi viaggi che segnano la civiltà occidentale, il viaggio di Odisseo e il viaggio di Abramo, per arrivare, sulle onde dell'Odissea, all'Itaca di quel meraviglioso poeta che è Kostantinos Kavafis.

Ovadia sceglie di presentare al pubblico in particolare il canto XXI dell’Odissea, la gara con l’arco, sottolineandone l’andamento “cinematografico”.

Penelope ha deciso di porre fine all'attesa: sarà sposa di chi, tra i proci, saprà tendere l'arco di Odisseo. I pretendenti si preparano alla sfida; tra loro, sotto i dimessi stracci del mendìco, si cela Odisseo. Quando l'arco sarà nelle sue mani, Odisseo non esiterà a scoccare il dardo che trafiggerà la gola del più arrogante dei pretendenti. Le porte della reggia si serrano e la mattanza ha inizio.

 

 

Moni Ovadia

Nato a Plovdiv, in Bulgaria, si trasferisce quasi subito con la famiglia a Milano. La sua è una famiglia di ascendenza ebraica sefardita, ma di fatto impiantata da molti anni in ambiente di cultura yiddish e mitteleuropea. Questa circostanza influenzerà profondamente tutta la sua opera di uomo e di artista, dedito costantemente al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario, religioso e musicale degli ebrei dell'Europa orientale.

Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche ha dato avvio alla sua carriera d'artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi (Moni Ovadia parla sette lingue).

Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi, via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un "teatro musicale" assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista.

Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il "vagabondaggio culturale e reale" proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell'immersione continua in lingue e suoni diversi.

Nel 1990 fonda la TheaterOrchestra e lavora con il CRT Artificio di Milano, con cui produce Golem, che condurrà in tournée a Bari, Milano, Roma, Berlino, Parigi e New York.

Sempre nello stesso anno è Giovanni V, re del Portogallo (attore e voce recitante) nella prima rappresentazione al Teatro Lirico per il Teatro alla Scala di Milano di Blimunda di Azio Corghi con i Swingle Singers diretto da Zoltan Pesko.

La grande svolta è lo spettacolo Oylem Goylem ("Il mondo è scemo" in lingua yiddish), con cui si impone all'attenzione del grande pubblico. Lo spettacolo fonde abilmente musica klezmer, che Ovadia canta con voce profonda e appassionata, a riflessioni condotte alla luce della cultura e del witz, il tradizionale umorismo ebraico, a storielle e barzellette. Lo spettacolo fu ripreso dalle reti Rai e, nel 2005, pubblicato in cofanetto e dvd da Einaudi.

Nel 1994 inizia a lavorare con Roberto Andò, all'opera multimediale Frammenti sull'Apocalisse, presentato poi al Festival Roma Europa nel luglio 1995. All'inizio del 1995 allestisce con Mara Cantoni Dybbuk, uno spettacolo sull'Olocausto, che diventa uno egli eventi più importanti della stagione teatrale. Con il Piccolo Teatro di Milano va in scena con Ballata di fine millennio, che porta in tournée in tutta Italia. Nello stesso anno si presenta al Festival di Gibellina con lo spettacolo Pallida madre, tenera sorella. Per il Teatro Biondo torna a lavorare nel 1997, ancora una volta con Andò, che diresse poi il loro Il caso Kafka. Nell'ottobre 1998 è in scena uno spettacolo prodotto in esclusiva per il Teatro Stabile di Trieste ed intitolato Trieste… ebrei e dintorni. Del mese successivo, al Piccolo Teatro di Milano esce: Mame, mamele, mamma, mamà…, che lui scrive dirige e interpreta con la TheaterOrchestra.

Nel dicembre 1999 è la volta di Joss Rakover si rivolge a Dio, seguito l'anno dopo da Tevjie und mir. Da questo spettacolo nel 2002 Ovadia trae ed interpreta la versione italiana di Il violinista sul tetto. Nel 2001 debutta uno spettacolo sul denaro, chiamato Il Banchiere errante. Infine nel 2003 ha prodotto il lavoro L'armata a cavallo. Nel 2005 collabora coi Modena City Ramblers.

Nel 2005 è vincitore del premio Colombe d'Oro per la Pace, premio assegnato annualmente dall'Archivio disarmo a una personalità distintasi in campo internazionale.

Dal 2003 al 2008, per sei edizioni (due mandati) è stato direttore artistico di Mittelfest di Cividale del Friuli.

Oltre a spettacoli teatrali Ovadia ha nel proprio curriculum anche partecipazioni a film e programmi televisivi. È stato fra i protagonisti con Bruno Ganz del Diario senza date di Andò, che ha partecipato poi alla Mostra del Cinema di Venezia. In seguito ha prestato il volto ad altri lungometraggi, come La vera vita di Antonio H. di Enzo Monteleone, dove interpreta un musicista ebreo, Caro diario di Nanni Moretti e Facciamo paradiso di Mario Monicelli.

Ha condotto nel 1994 anche il programma radio Note spettinate, andato in onda su Radio2, di cui è stato con Mara Cantoni anche autore.

Nel 2007 ha partecipato come narratore nel film cospirazionista Zero – Inchiesta sull'11 settembre dei registi Franco Fracassi e Francesco Trento, tratto da una sceneggiatura di Giulietto Chiesa.

Nel 2009 ha interpretato un rabbino nel film Mi ricordo Anna Frank.

A lui è stato affidato un commosso ricordo pubblico ai funerali di don Gallo, di cui era grande estimatore e amico. Autore di quasi una cinquantina di pubblicazioni, è anche oggetto di libri e studi sul suo teatro.

E’ stato insignito di numerosi prestigiosissimi premi e riconoscimenti, tra i quali: Lauree Honoris Causa (Università di Siena e Pavia) il Premio del Presidente della Repubblica 2012 per la carriera artistica  dedicata ai temi della pace e dell'integrazione delle culture; premio Colombe d'Oro 2005 per la Pace, assegnato annualmente dall'Archivio disarmo a una personalità distintasi in campo internazionale; Medaglia d’oro di benemerenza civica dal Comune di Milano (2002); premio per la Pace (1995).

 

INFORMAZIONI

 

Inizio spettacoli: ore 21.30

Ingresso libero e gratuito a tutti gli spettacoli

 

 

 

Info:

Associazione Cavaliere Azzurro

tel.  0523 76 92 92     0523 335308      331 1466809

 

info@veleiateatro.com

www.veleiateatro.com

 

Comune di Lugagnano 

tel. 0523 891232 – 89 12 08

 

 

 

Tutti gli spettacoli si tengono nella magnifica cornice dell’Area Archeologica Nazionale di Veleia Romana.

In caso di maltempo sul sito web saranno indicati gli aggiornamenti sull’agibilità dello spettacolo

 

www.veleiateatro.com

 

 

 

 

DOPO TEATRO ENOGASTRONOMICO

 

Al termine di ogni spettacolo, il salumificio La Rocca di Castell’Arquato, l’azienda agricola Pier Luigi Magnelli, l'Associazione Viticoltori Val Chiavenna e Tollara Vini offriranno al pubblico e agli artisti una degustazione di vini e salumi piacentini.

 

 

PREMIO FESTIVAL DI TEATRO ANTICO DI VELEIA ROMANA

1a edizione

 

In esclusiva per l’edizione 2014 del Festival di Teatro Antico di Veleia il Maestro Sergio Brizzolesi realizza un premio dedicato ai protagonisti della scena veleiate.

L’opera è un bassorilievo in terracotta che rappresenta un dettaglio del foro, già presente sul basamento istoriato della statua di Sant’Antonino realizzata dallo scultore per Piazzale Genova a Piacenza.

 

Sergio Brizzolesi, piacentino, formatosi all'Istituto Gazzola di Piacenza e all'Accademia di Brera a Milano, ha esposto in Italia e all’estero, ottenendo significativi riconoscimenti. Ha realizzato molte opere pubbliche che impreziosiscono città italiane (Milano, Cremona, Como, Piacenza, Reggio Emilia…) e straniere (Caracas, Boston, Berlino, San Francisco, Rabat…), il re del Marocco gli ha commissionato ritratti in bronzo e lo stemma reale. Sue sculture sono oggi anche alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi. Storici dell’arte come Ferdinando Arisi e Stefano Fugazza e critici come Ennio Concarotti, Nello Bagarotti e Giorgio Seveso hanno scritto di lui.

In occasione del bicentenario verdiano per commemorare il genio musicale di Giuseppe Verdi, Brizzolesi ha realizzato una scultura del compositore, eccezionalmente a figura intera (altezza cm. 230), che intende donare al territorio piacentino per promuoverlo in occasione di Expo 2015.

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