Molinaroli: “Piacenza sempre più insicura. Servono ronde o vigilanza privata”

AGGIORNAMENTO –  “Se in un giardinetto come quello di via Cipelli non si può stare sicuri nemmeno a passeggiare alle 17 del pomeriggio, allora è giunto il momento di prendere atto che l’Italia è ormai un paese alla deriva anche sul fronte della sicurezza. Se le nostre forze dell’ordine non sono in grado di presidiare il territorio, bisogna pensare ad altri modi. Chiamiamole ronde o vigilanza privata, ma non vedo altre soluzioni”.

Sta suscitando notevole scalpore la notizia delle due donne rapinate ieri nei giardinetti di via Cipelli da un uomo che prima le ha minacciate con una pistola (giocattolo) e poi ha strappato a una di loro un bracciale prezioso, una collana e un orologio. Tra coloro che sono rimasti impressionati dalla vicenda anche il presidente del Copra Elior Guido Molinaroli che abita proprio in quella via e che spesso si reca in quel fazzoletto verde con il suo cane. Molinaroli è dunque voluto intervenire sulla questione rilasciando dichiarazioni amare e pungenti.

“Anche a Piacenza oggi lo stato di insicurezza è palese. Il fatto di ieri è successo ai giardinetti di via Cipelli, non ai giardini Margherita. Anche a me è capitato di andarci diverse volte con l cane e devo ammettere che a una certa ora di sera, qualche timore viene. Ormai l’asticella del livello di guardia si sta alzando in maniera paurosa”. Molinaroli, non certo nuovo a dichiarazioni in un certo senso provocatorie, prosegue nel ragionamento. “Non voglio fare facili polemiche sindacali sui privilegi di cui gode il settore pubblico rispetto a quello privato. Se non si riesce a presidiare il territorio con le forze dell’ordine che abbiamo – in base al numero della popolazione abbiamo gli indici più alti d’Europa, è chiaro però che una buona percentuale si trova negli uffici a smaltire mansioni burocratiche – ci si dovrà trovare una soluzione. Chiamiamole ronde o vigilanza privata, ma in qualche modo ci si dovrà organizzare. Non è certo una bestemmia. Purtroppo in molti stati difficili accade, ne dobbiamo prendere atto. E l’Italia oggi è un paese difficile dal punto di vista della sicurezza. Piacenza ne è lo specchio”.

Anziane rapinate, i residenti di via Cipelli: "Da tempo qui abbiamo paura" –

“C’è ancora qualche zona sicura a Piacenza?”. Con questa domanda del tutto retorica i residenti di via Cipelli commentano quanto accaduto ieri pomeriggio intorno alle 18 a due anziane signore del quartiere. Emma e Giulia Guarnieri, due sorelle di 86 e 92 anni, stavano portando a spasso il cagnolino quando hanno deciso di sedersi su una panchina di un vicino giardinetto. In quel momento si è presentato un uomo che ha cominciato a chiacchierare con le due donne: “Che tempo, eh? Sembra di essere in novembre, vero?”. Le due sorelle non hanno fatto in tempo a rispondere che lo sconosciuto ha spostato la giacca mostrando una pistola inserita nei pantaloni. “Ora datemi tutto quello che avete” ha detto poi alle due donne. Forse anche per la sorpresa, le due signore hanno tergiversato e l’uomo ha così deciso di agire da solo: ha strappato una collana d’oro a una e un orologio e un bracciale del valore di migliaia di euro all’altra. Quest’ultima, la donna di 92 anni, è rimasta ferita al braccio ed è stata soccorsa dal 118 che l’ha trasportata al pronto soccorso. Sul posto è poi intervenuta anche la polizia che ha avviato le indagini del caso. L’autore della rapina, fuggito in bicicletta subito dopo il colpo, è stato descritto dalle vittime e da alcuni testimoni che hanno assistito alla scena come un uomo di colore con una lunga barba.

Ho sentito una donna urlare – racconta un testimone – e mi sono affacciato alla finestra. Ho notato l’uomo che stava strattonando le due donne e sono immediatamente sceso, chiamando a gran voce i miei vicini di casa. Le sentivo urlare: ‘Aiuto ci stanno rapinando!’ e siamo subito intervenuti, ma il malvivente era già fuggito e così abbiamo chiamato la polizia e il 118”.

Questa mattina in via Cipelli si respirava un clima surreale, i residenti sono spaventati non tanto per il fatto in sé, ma per ciò che un fatto del genere comporta: “Sono episodi che ti portano a diventare paranoica – commenta una donna – quando passeggiamo e incontriamo un volto nuovo abbiamo paura e ci domandiamo quali intenzioni potrebbe mai avere”. Non distante dal teatro della rapina c’è un altro giardinetto, con un vicolo nascosto dalle piante e da una parete piena di graffiti. Lì una donna con la borsa della spesa ci osserva intimorita e quando gli spieghiamo chi siamo ci confessa: “Torno ora dal supermercato e sto andando verso casa, quando incontro un uomo in questo sentiero ho davvero paura, soprattutto dopo ciò che è successo ieri”. In effetti una coppia di giovani fidanzati residenti in zona e quindi conosciuti si fa avanti: “Signora, faccia la strada insieme a noi” e la donna accetta di buon grado seguendoli. Un’altra signora spiega: “La sera io non esco, anche perché è da tempo che questi giardinetti, quando fa buio, si popolano di persone che non conosciamo e che hanno atteggiamenti strani. Sono aree verdi nascoste dove, quando cala il sole, è difficile sentirsi sicuri. Ma d’altra parte, mi dica lei, esiste ancora una zona a Piacenza che si possa dire sicura? La verità – continua indicando i graffiti sul muro – è che queste sono zone buie, nascoste e lontane dalle vie principali, zone pericolose, e quel che è peggio è che nessuno fa niente, tutti se ne fregano. Mi raccomando, lo scriva: tutti se ne fregano”.

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