Bobbio Film Festival: la storia di “Fuxia” che incanta e fa riflettere

Al Bobbio Film Festival, giunto al suo “giro di boa”, arriva una pellicola che ha fatto discutere: “Più buio di mezzanotte”, opera prima di Sebastiano Riso, giovane regista siciliano, che in questo film racconta una storia ispirata alla vera vicenda di Davide Cordova, in arte “Fuxia”, che si esibiva al “Muccassassina” di cui Vladimir Luxuria è stata direttrice artistica per nove anni.

Riso ambienta la storia nella sua Catania, una città che egli stesso, ai nostri microfoni, definisce piena di contraddizioni: “è allo stesso tempo conservatrice e libertina, è religiosa e al tempo stesso atea”. E' questo il mondo in cui Davide, il protagonista del film, vive per quattro anni, provando sulla propria pelle il razzismo e l’ emarginazione.

Un film che ha raccolto molti consensi e che è stato in concorso nella Settimana della Critica a Cannes 2014 e che è stato salutato da applausi anche a Bobbio, al termine della proiezione.

Il regista Sebastiano Riso ci svela poi che la ricerca del protagonista, che si chiama anch’egli Davide, come Cordova, è stata incessante ed ha richiesto oltre 9000 provini.

“Era fondamentale trovare l’ attore giusto – dice Riso – perché dalla prima scena all’ ultima siamo stati su di lui, quindi il suo viso e il suo temperamento, dovevano esprimere l’ essenza stessa del film”.

Il casting ha permesso di trovare anche altri bravi attori, tra questi c’è colui che potremmo definire il co-protagonista, assieme a Davide Capone: Sebastian Gimelli Morosini che interpreta la parte di Meriliv Morlov, una travestita siciliana. Per lui il lavoro è stato più arduo perché non essendo catanese come Capone, ha dovuto imparare il dialetto siciliano.

Il regista Sebastiano Riso ha poi parlato del divieto di visione ai minori di 14 anni imposto dalla censura:” Il nostro Paese – afferma Riso – si fonda sulla paura del diverso e quindi chi si occupa di dare il visto censura ha pensato che la pellicola potesse fuorviare un pubblico under 14. Se poi pensiamo a quello che si vede nella televisione pubblica e se consideriamo che all’ estero questo è considerato un film educativo, probabilmente la risposta è più profonda di quella che pensiamo”.

Un primo bilancio viene tracciato da Paola Pedrazzini, direttrice operativa del Festival di Bobbio, intervistata da Marcello Pollastri.

Pedrazzini parla di un bilancio più che positivo per questa prima parte, anche se il meteo non è stato d’ aiuto: “Abbiamo sfidato il tempo ma, nonostante il freddo, gli spettatori sono venuti con la giacca a vento o con la coperta e hanno partecipato attivamente ai dibattiti. L’ affluenza è stata grande e sembra di essere ad Avignone, durante il festival del teatro. Essere a Bobbio in questi giorni è un’emozione meravigliosa”.

Paola Pedrazzini, al microfono di Marcello Pollastri spiega quali saranno i successivi appuntamenti del festival.

 

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