Omicidio Baraonda, la telefonata all’amico dopo il delitto: “Io l’ho ucciso”

“Io l’ho ucciso, lo sa tutta la città”. Sono le parole che l’albanese Mersin Uku ha pronunciato al telefono poche ore dopo l’omicidio di Sadik Hajderi avvenuto la sera del primo settembre 2013 al bar Baraonda di via Colombo. Uku ha preso in mano il cellulare della moglie Suada Zylyfi e ha telefonato a un amico: “Non lo sai, hanno ucciso uno al bar della Lupa” dice l’amico. “Ma cosa dici, io l’ho ucciso! Lo sa tutta la città” risponde Uku che aggiunge: “Ora devo fare i biglietti e andare alla Malpensa”.

Una sorta di confessione da parte del presunto killer finita tra le mani degli inquirenti per un gioco del destino. Come detto, infatti, il telefono utilizzato da Uku era della moglie, Suada. Quest’ultima, però, in quel periodo era sorvegliata e intercettata dalle forze dell’ordine perché sospettata di essere implicata nell’omicidio Casella avvenuto nei pressi di Gropparello pochi mesi prima: in particolare si ipotizza che la donna abbia fatto innamorare Francesco Casella per poi iniziare a chiedergli soldi fino a quando il giovane non avrebbe deciso di uccidere il padre Adriano. Ebbene, il telefono messo sotto controllo dagli investigatori ha permesso di acquisire la parziale confessione di Mersin Uku. Prossima udienza inerente all’omicidio Hajderi il prossimo 7 ottobre.

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