Fiscal compact, Federconsumatori: la politica dell’ austerità ha fallito.

L’ obiettivo è quello di raccogliere 500 mila firme per presentare quattro quesiti referendari per cambiare la legge 243 con cui è stato recepito il fiscal compact, ma più in generale per cercare di cambiare la politica economica europea che non ha seguito di pari passo, le mutazioni che ci sono state da Maastricht ad oggi.

Si è parlato di questo, nel pomeriggio di oggi, presso il Salone Mandela alla Camera del Lavoro piacentina. Ospiti della CGIL il segretario nazionale del sindacato, Danilo Barbi e il vicepresidente di Federconsumatori, Sergio Veroli, che ha sostituito l’ annunciato presidente, Rosario Trefiletti.

Per illustrare le motivazioni dei referendum, che pone come obiettivo il ripristino della sovranità nazionale per le politiche anti recessione e di sviluppo, è stata organizzata una tavola rotonda alla quale hanno partecipato tanti semplici cittadini che hanno così potuto firmare per la presentazione dei referendum.

Il fiscal compact, o patto di stabilità – spiega ai nostri microfoni Sergio Veroli – è un trattato firmato nel marzo 2012 che imporrà ai cittadini italiani una serie incredibile di sacrifici per essere rispettato”.

Le condizioni economiche, rispetto al momento della firma, sono notevolmente cambiate, peggiorando: il PIL va indietro, c’è una deflazione in corso e il debito pubblico ha superato il 130%. C’è quindi bisogno di rivedere queste condizioni rinegoziando con l’ Europa questo impegno che prevede, tra l’ altro, che il debito sia il 60% del PIL.

“C’è una impossibilità di crescita del PIL – continua Veroli – e un aumento del debito pubblico. Nei prossimi anni bisognerebbe fare tagli di svariati miliardi su settori come le pensioni, la sanità e l’ istruzione, in un momento in cui i cittadini stanno risparmiando anche sull’ alimentazione, con i consumi ridotti del 2,4%”.

Quando fu firmato il fiscal compact, lo spread era altissimo e la situazione era drammatica ed era necessario cambiare le cose. E’ migliorato lo spread, ora sotto i 200 punti, ma sono peggiorati tutti gli altri elementi del sistema economico: disoccupazione più che raddoppiata, peggioramento dei conti pubblici, chiusura di quasi 3 milioni di imprese. Per questi motivi, oggi, diventa molto più faticoso risolvere i problemi.

Ma l’austerità non è sicuramente il modo per risolvere i problemi, piuttosto è un’ aggravante. Le politiche fatte di tagli indiscriminati allo stato sociale, di assenza di investimenti per il futuro e di aumenti insostenibili della pressione fiscale, hanno fallito, come ha detto Veroli ai nostri microfoni.

Il vicepresidente di Federconsumatori ha poi proseguito affermando che i vincoli costituiscono “un suicidio per l’ Italia. Il Fiscal compact deve essere cambiato e per farlo l'unico strumento che abbiamo è il referendum in modo da costringere il Consiglio Europeo di cui il Governo italiano fa parte. Il popolo non si è mai espresso sulla politica economia europea, questa sarebbe l'unica occasione per far sentire la voce del popolo più forte di quella della finanza”.

L’ iniziativa referendaria è stata promossa dal comitato provinciale del Referendum “Stop Austerità” che a livello locale comprende Federconsumatori, Auser, Cgil, Spi, Fiom, Sunia e altre associazioni. E' possibile firmare il Referendum in tutte le sedi dei Comuni della provincia di Piacenza. Maggiori informazioni sul sito http://www.referendumstopausterita.it/

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