Cocaina a fiumi sotto i Cavalli del Mochi, centinaia di cessioni

All’apparenza sembravano normali telefonate: “Ci vediamo tra 40 minuti”. Non è stato semplice per i carabinieri capire che in realtà “40 minuti” erano 40 grammi di cocaina. In questo modo nel cuore della nostra città arrivava una quantità di “neve” incredibile, destinata ad acquirenti di tutte le età e di tutti i ceti sociali. Tanto che in conferenza stampa il procuratore capo Salvatore Cappelleri non ha esitato ad ammonire: “Una vicenda che ha un rilievo sociale notevole. Il consumo di cocaina rischia di diventare come il tabacco”.

Un flusso interrotto dai carabinieri della Compagnia di Bobbio che dopo sette mesi di indagini capillari e molto sofisticate sono riusciti ad arrestare 15 persone, per lo più nordafricani (tunisini in particolare), di età compresa tra i 20 e i 30 anni, accusati di aver gestito questa fiorente rete di spaccio di cocaina, ma anche di hascisc. Tra questi ci sono ancora due latitanti, tra cui un 20enne tunisino ritenuto dagli inquirenti il vero capo dell’organizzazione. Circa 60 le persone segnalate alla prefettura come assuntori di stupefacenti, per lo più piacentini provenienti da ogni zona della provincia e anche dal Basso lodigiano: in mezzo c’è anche un professionista piacentino che ha anche perso il proprio lavoro a causa di questa dipendenza.  

Lo spaccio avveniva in centro città, addirittura vicino ai Cavalli del Mochi, ma anche in piazza Cittadella o nella prima periferia di Piacenza. Le ordinazioni che arrivavano sui cellulari dei gestori erano talmente tante che il boss era costretto a smistare le ordinazioni ai colleghi. In un caso anche a un minore che faceva le consegne gettando la dose direttamente dalla finestra del suo appartamento nella zona di viale Dante. I carabinieri hanno appurato che i canali di rifornimento erano per la cocaina Piacenza e Brescia, per l’hascisc la zona di Pavia.

Centinaia e centinaia gli episodi di acquisto che compaiono nelle 328 pagine dell’ordinanza, dalla quale si desume un’attività particolarmente frenetica. Si pensa che venivano smerciati almeno 50 grammi di droga al giorno. Le indagini tuttavia sono ben lontane dall’essere terminate. Il sospetto è che il giro sia molto più vasto.

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