Omicidio in Via Passerini, cuoco cinese 53enne accoltellato nel ristorante

Un efferato omicidio si è consumato questo pomeriggio, mercoledì 1 ottobre, al ristorante cinese Sushi Wok di via Passerini, trasversale di viale Dante. Intorno alle 17,30 alcuni dipendenti giunti nel locale per iniziare il proprio turno di lavoro hanno trovato il cuoco a terra, morto, riverso a terra sul pavimento tra i fornelli, con un grosso coltello da cucina conficcato nella schiena. Si tratta di Zu Waiting, 53 anni, anche lui cinese come tutti i componenti dello staff, anche se ancora non è stato possibile risalire con certezza alla sua identità. Al momento dell’omicidio l’uomo aveva già indossato la divisa da cuoco e si stava preparando alla serata di lavoro, quando qualcuno, forse al culmine di una lite, lo ha colpito violentemente con  un coltello afferrato proprio da uno dei bancali della cucina. Non appena i dipendenti del Sushi Wok hanno fatto la macabra scoperta hanno subito chiamato la titolare del salone da parrucchiera adiacente chiedendole di chiamare il 118. All’arrivo dei sanitari, giunti sul posto con un’ambulanza e un’automedica, però, per il 53enne non c’era già più nulla da fare. Sulla scena del delitto sono intervenuti gli inquirenti della questura, guidati dal dirigente della Squadra Mobile Salvatore Blasco, che hanno delimitato la zona e provveduto ai primi rilievi del caso. Con loro gli investigatori della polizia scientifica che hanno setacciato il locale alla ricerca di tracce e prove, il medico legale Luisa Andrello e il pm Emilio Pisante.

Per ora trapela ben poco e vige il massimo riserbo sulla vicenda. Gli inquirenti hanno interrogato il titolare del ristorante e perquisito la sua abitazione, ma pare che nulla sia ancora emerso dalle sue parole e che i sospetti degli investigatori non stiano ricadendo su di lui. L’ambiente in cui si cerca il possibile autore del delitto resta comunque quello lavorativo e la polizia sta cercando eventuali moventi tra i colleghi della vittima. Quelli presenti al momento del rinvenimento del cadavere, circa una decina, sono stati accompagnati in questura per accertamenti e per raccogliere testimonianze: molti di loro erano anche accompagnati dai propri figli appena ritirati da scuola.

 

 

Tutto sarebbe avvenuto nella cucina del ristorante e nessuno dei vicini di casa si è accorto di nulla o ha sentito grida o rumori sospetti, pare certo però che l’omicidio si sia consumato tra le 17 e le 17,30. Maggiori dettagli utili ad una possibile ricostruzione potrebbero giungere dall’autopsia che sarà eseguita sabato prossimo proprio dal medico legale Andrello. Dai primi rilievi sul corpo della vittima, compiuti sul posto, non sarebbero emersi segni di colluttazione, il che farebbe pensare ad un omicidio scaturito da una sorta di raptus e non preceduto da una zuffa. Inoltre pare che negli altri ambienti del ristorante e anche all’interno della cucina stessa tutto fosse in ordine, nulla insomma che possa far pensare ad una violenta colluttazione prima della tragedia.

Grande sgomento tra i clienti che presentandosi davanti al locale per una cena con gli amici o la famiglia si sono ritrovati di fronte al teatro di un omicidio: “Veniamo qui molto spesso a mangiare, sono senza parole” commenta una ragazza in compagnia del fidanzato.

E non si è fatta attendere la reazione della politica. Una reazione immediata, a dire il vero, con anche la presenza fisica di alcuni consiglieri comunali (Erika Opizzi e Tommaso Foti di Fratelli d'Italia) sul luogo del fatto: erano impegnati in commissione e quando hanno saputo del delitto – l'ennesimo fatto di sangue di questo periodo davvero nero per Piacenza – hanno voluto rendersi conto di persona e sono andati in via Passerini. 

"Non sappiamo i motivi del fatto di sangue gravissimo che ha colpito per l'ennesima volta Piacenza -dice invece Massimo Polledri, già deputato leghista, in una nota inviata alle redazioni –  ma colpisce che provenga da una comunità che ha sempre evitato clamori e gestito, nelle bene e nel male autonomamente l'esistenza della Comunità.Ora, visto il grado di controllo che ha sempre contraddistinto la comunità cinese ci attendiamo la massima collaborazione per capire i motivi, distinguendo fattori economici personali o passionali da altri cheti rifanno alla criminalità organizzata". 

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