“Ridiamo la merenda ai bambini”, il presidio di Polledri davanti alle scuole

 “E’ un atto di giustizia proletaria contro l’esproprio del Comune”. Ha esordito con una battuta Massimo Polledri, consigliere della Lega Nord di Piacenza, che questa mattina con alcuni militanti ha messo in atto un sit in di protesta contro la decisione della giunta Dosi di togliere la merenda pomeridiana alle scuole dell’infanzia. “E’ una protesta per un provvedimento odioso e non necessario. Le rette sono aumentate, seppur di poco, è stato tolto un presidio dietetico, sono stati tolti i bis. Insomma, se bisogna risparmiare credo si sia partiti dall’aspetto meno indicato”. 
Un provvedimento, come già ampiamente spiegato da parte dell’amministrazione, che sarebbe arrivato a causa degli sprechi registrati. In questo modo il sistema di refezione risparmierà circa 40mila euro (su 4 milioni e 900mila euro totali)

Ma al di la delle battute, il gesto dimostrativo di Polledri – che ha distribuito merendine ai piccoli studenti – è stato ben accolto dai genitori della scuola materna del quartiere Besurica di in via Pettorelli che, per la maggior parte, si sono detti contrari al taglio delle merendine che non sembrano considerare uno spreco: “Dicono che non la mangiavano ma non è vero. Un po’ mi spiace” ha detto una mamma, che ha aggiunto: “A mia figlia piaceva, gli facevano cose sane: pane con olio o cioccolata, yogurt. Invece portandola da casa sono prodotti comodi per stare in giro ma meno nutrienti”. 
Dello stesso avviso un’altra madre: “Non lo trovo giusto, anche se ci dobbiamo adeguare. E’ stata tolta la merenda per dare più frutta, però la retta è invariata. E poi danno soldi agli immigrati, non è possibile”. E anche uno giovane mamma straniera si è unita al coro di no: “Dovrebbero tagliare altre spese, toccano sempre i bambini. Non bisogna tagliare ai nostri figli, non lo meritiamo”. Mentre un’altra ha voluto sottolineare che non è solo sulle merendine è stata ridimensionata la dieta dei loro figli: “Ho guardato il menù e in una settimana mio figlio ha mangiato solo banane e patate. Ora i menù ruotano su quattro e non più su sei settimane, però con la pizza non c’è più il brodino, oppure mi sembra assurdo mangiare solo un pezzettino di pizza e una insalata a pranzo per un bambino di 5 anni. E le rette rimangono invariate, con quello che paghiamo”. 
Tanti, però, anche i papà  che in mattinata hanno portato a scuola i loro bimbi e, in linea con le mamme, si sono detti contrari agli interventi della giunta: “Penso che sia ingiusto, con le tasse che paghiamo. E chiediamo solo che ci sia l’opportunità di mangiare cibo sano, non era uno spreco, siamo rimasti allibiti per questo comportamento politico”. Ancora più arrabbiato un altro, il quale si è almeno augurato che i soldi risparmiati possano essere utili sempre per la collettività: “E’ un disagio per i genitori, perché mio figlio la mangiava e adesso gliela dovrò preparare da casa. Speso almeno che con quello che risparmiano siano potenziare alcune strutture, come i parchetti pubblici che vediamo sempre poco curati”. 

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