Holding londinese, l’imprenditore: “Liquidati i soci che volevano uscire”

In relazione all'articolo pubblicato su Piacenza24 il primo ottobre dal titolo "Spartiti i soldi della holding londinese, esposto alla Guardia di Finanza"(notizia pubblicata da diverse testate locali), l'imprenditore titolare dell'impresa con sede legale in Inghilterra ha inviato una nota in cui puntualizza quanto segue: "Apprendo dai giornali che sarebbe in corso una azione nei miei confronti per supposte truffe a danno dei soci della Holding di cui sono direttore per volontà dai soci stessi. Naturalmente, se così è, risponderò nelle sedi opportune nel merito. Mi preme qui precisare alcuni aspetti che sui giornali sono presentati in modo da enfatizzare una situazione che non trova alcun riscontro nei fatti. Innanzitutto il termine “milionario” è senza fondamento. Non vi sono state in alcun modo operazioni “milionarie” di alcun genere. E' un fatto. In secondo luogo non c'è nessuna società “sparita” o chiusa, anzi: il lavoro prosegue per costruire iniziative che sinora hanno trovato ostacoli solo all'interno della compagine sociale nell'arrivismo smodato di alcuni soci. Finalmente sono usciti allo scoperto, si potrebbe dire. Una Company in situazione “dormant” non è una società chiusa, tutt'altro. Un gruppo di società può avviare una procedura di aggiornamento in una di esse e nel frattempo operare con un'altra. Dov'è il problema? Si adombra una mia sparizione o sottrazione al confronto: sono iscritto all'AIRE, non è certo il modo migliore per sparire. Dal punto di vista pratico, francamente, non è dato capire come avrei potuto malversare fondi per i quali ho ottenuto un mandato di totale autonomia gestionale, ad oggi da nessuno revocato in nessuna sede ufficiale societaria. Le chiacchiere da bar sono una cosa, gli atti societari un'altra. Segnalo che in passato sono stati liquidati ben 28 soci, i quali a suo tempo hanno espresso il desiderio di uscire dal progetto secondo le procedure allora in vigore. E' un fatto. Alcuni di essi hanno continuato e continuano, nonostante fossero stati liquidati, a diffamare il mio operato e sono stati anche denunciati per questo. E' un fatto. A nessuno è stato negato alcun genere di rimborso. E' un fatto. Esiste attualmente una procedura che è ben nota ai soci e che ha tempi e modi definiti e chiari, in base alla quale chi intende uscire può farne richiesta. E' un fatto. Vengono infine citate questioni relative a iniziative di concerti Londinesi dei quali non sono io l'organizzatore in alcuna sede o modo. Qui evidentemente c'è molta confusione nella mente di chi ha ispirato l'articolo. Il fatto che, come alcuni soci possono ben ricordare essendo stati presenti, abbiamo agito in qualità di sponsor (sponsor, si badi bene, null'altro) nel concerto Bandiera Gialla, tenutosi a Lugano il 1 Maggio 2013, non capisco come possa far pensare che si intenda agire come organizzatori di concerti. Sì, in quell'occasione un presentatore era Gianni Pettenati. Quindi? Posso ipotizzare che una quotidianità difficile, o problematiche famigliari abbiano generato rancori che si sono concentrati sulla mia persona, tuttavia resto disponibile ad incontrare questi soci, per un confronto franco, da uomini, e chiarire le situazioni. Molti sono i soci che possono confermare la mia disponibilità e reperibilità costante e totale. Naturalmente agirò in ogni sede dato che queste azioni generano danni ingenti all'attività e quindi ai soci".

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