Crisi senza fine, secondo trimestre 2014 da incubo per il manifatturiero

La crisi non accenna a placarsi. Almeno è quanto emerge dai dati pubblicati dalla Camera di Commercio relativi al settore dell'Industria manifatturiera nel secondo trimestre 2014. Una rilevazione svolta da Unionicamere nazionale e regionale per conto delle Camere di commercio e mette in evidenza l’evoluzione dei principali indicatori economici. Ancora una volta emerge che l'unica soluzione attualmente efficiente per combattere la fase di stallo è l'export con l'ingresso nel mercato estero. Industria, artigianato, costruzioni e commercio al dettaglio mostrano ancora una volta impietosi segni "meno".

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Industria
Nel secondo trimestre 2014 le aziende piacentine del settore Industria – appartenenti al campione- hanno segnalato variazioni tendenziali negative per i principali indicatori economici. Sono risultati in calo, rispetto allo stesso trimestre del 2013, il fatturato (-1,6%), la produzione (-1,2%) e gli ordini complessivi (-4,9%). Meno pesante la situazione verso i mercati esteri con il fatturato estero che è rimasto sostanzialmente invariato (+0,2%) e con una lieve crescita degli ordini esteri (+1,4%). Anche a livello regionale si registrano le stesse dinamiche di segno negativo per fatturato, produzione e ordini, ma la flessione risulta di minore intensità.

Artigianato
Il settore Artigianato ha registrato, anche nel secondo trimestre dell’anno, dinamiche negative per quanto riguarda le principali variabili oggetto di indagine. A Piacenza la flessione della produzione (-3,1%) è risultata più marcata rispetto a quanto è accaduto in Emilia Romagna (-2%) e Italia (-1,3%) e sono risultati in calo anche il fatturato (-2,8%) e gli ordini complessivi (-3,4%).  I mercati esteri presentano dinamiche più positive per le imprese piacentine di questo comparto e se il fatturato estero risulta accresciuto del 4%, gli ordini esteri fanno segnare una crescita pari al + 8,4%.

Costruzioni
Le imprese piacentine che operano nel settore delle costruzioni per i mesi di Aprile-Maggio e Giugno hanno segnalato una riduzione del volume d’affari (pari a -1,5%) dopo il piccolo segnale positivo (+1%) che si era registrato nel primo trimestre dell’anno. Ma sono gli ambiti territoriali più grandi ad evidenziare i dati più preoccupanti, poiché in Emilia Romagna la variazione registrata è del -3% ed il dato nazionale arriva al -6,7%. Trend negativo, in continuità con i dati del 1° trimestre, anche per le imprese artigiane piacentine – ovvero quelle di dimensione più piccola – che hanno subito un ulteriore calo del volume d’affari, precisamente pari a -2,1%.

Commercio al dettaglio 
Non ci sono segnali positivi nemmeno nel settore del commercio al dettaglio dove si registra una progressiva contrazione dei consumi interni. Le vendite in ambito locale hanno accusato una riduzione pari a – 3,1% rispetto allo stesso trimestre 2013 e ancora più pesanti sono le variazioni registrate in regione (-3,3% ) e a livello nazionale (-3,9%). Meno della metà degli imprenditori intervistati ha indicato che il volume delle vendite possa mantenersi stabile, mentre il 30% ha indicato la prospettiva di una ulteriore riduzione.

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