Svolta aree militari: quattro zone alla Difesa, il resto tornerà alla città

 Svolta sulle aree militari, tema annoso per Piacenza ma che ora, dopo tanti annunci e smentite, potrebbe trovare finalmente una soluzione.  E se i tempi non sono ancora certi, di sicuro c’è almeno l’impegno da parte del ministero della Difesa di trattare senza chiedere al Comune un impegno direttamente oneroso e, soprattutto, è stata chiarita la presenza che i militari intendono portare avanti nella nostra città nei prossimi anni, con tanto di mappa e zone contrassegnate (in viola). Le altre (quelle in verde), sono quelle che potrebbero tornare nella disponibilità pubblica e quindi essere riutilizzate per la collettività. 

E’ l’esito dell’incontro tra il sindaco Dosi e l’assessore Bisotti, avuto ieri a Roma. “Ci siamo presentati ai militari con la richiesta di capire da loro, con buon margine di certezza, quale sarà la riorganizzazione strategica – ha detto l’assessore Bisotti -. Ritiro? Potenziamento? Sono state tante le voci nel corso degli anni. E il demanio militare e civile sta cambiando rapidamente strategia, avendo come priorità  di tutelare il patrimonio, molto spesso storico-artistico e, quindi, sottoposto a vincoli delle differenti Soprintendenze. Siamo fortunati ad avere come direttore del Demanio Roberto reggi, che conosce bene la città e le sue esigenze”. 

Di fatto, il passo avanti che è stato compiuto riguarda il medio periodo, circa 3-4 anni, durante i quali i militari si riorganizzeranno in quattro aree per loro strategiche, che sono Arsenale, Macra Staveco, Scalo Pontieri e Artale, oltre a Palazzo Morando. Le altre zone passeranno al Demanio civile e da quel momento sarà possibile per il Comune trattarle e poter avviare dei progetti di riqualificazione. Il prossimo incontro con il ministero è previsto tra un mese. 

Unico vincolo, non più quello di impegnarsi nella valorizzazione degli immobili (che sarebbe costata, secondo le stime, circa 150 milioni di euro), bensì quello di garantire al comparto militare il più agevole spostamento nelle quattro aree sopracitate. 

“Per garantire gli spostamenti – ha aggiunto Bisotti – le risorse andranno reperite. Inoltre é importante pensare alle esigenze della città per non creare altri vuoti. Ridestinare un milione di metri quadri non é semplice, però noi le priorità le abbiamo già pensate e sono tre: l’aera Ex Pertite, l’Ospedale militare con abbinato il vallo, il Laboratorio Pontieri dove troverebbe sede il museo della meccanizzazione agricola e una prima parte della Nino Bixio”.
Inoltre i militari avrebbero accettato che la pista di prova per i carri armati possa essere spostata in un luogo decentrato, rispetto ad oggi (di circa un chilometro e utilizzata 3-4 volte l’anno).

Inoltre, ha annunciato l’assessore, con il Demanio si sta lavorando alla cessione di 36 immobili, come previsto dal decreto del Fare del  governo Letta e a breve, circa tre mesi, palazzo Farnese, insieme a torrione San Sisto e Fodesta, e torrione Porta Borghetto dovrebbero tornare di proprietà di palazzo Mercanti. Infine, è stato ricordato, che per il parco delle mura sono già a disposizione 500mila euro (fondi regionali) oltre ai 500 mila messi a disposizione dal Comune.  

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