Dollari falsi fatti arrivare dalla Nigeria, nove persone a processo

"Vanno processati". Con l'accusa di spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate, nello specifico quasi 200mila dollari falsi in banconote da 100, il giudice Elena Stoppini ha rinviato a giudizio le nove persone arrestate nel novembre del 2013 dai carabinieri nella maxioperazione "è unum pluribus". Questa mattina si è tenuta l'udienza preliminare. Dei nove imputati – di cui sette piacentini, un albanese e uno svizzero – due hanno chiesto di patteggiare, un terzo di essere giudicato con rito abbreviato. L'operazione, che all'inizio portò in manette 19 persone, fece molto clamore soprattutto per l'attività del sodalizio. Banconote che da un dollaro si trasformavano magicamente in bigliettoni da 100. Risultava quasi impossibile accorgersi della contraffazione tanto che anche l’Interpol non aveva mai avuto a che fare finora con un così alto livello di contraffazione. Dalla Nigeria, dove presumibilmente aveva sede la stamperia, il traffico si ramificava poi nel nord Italia grazie a un intermediario nigeriano residente a Mantova, finito in gattabuia. L'indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo, che non ha precedenti nel panorama del contrasto alla contraffazione di denaro, è partita nel febbraio 2013 proprio da Piacenza. Dal deposito di una somma di 7mila dollari fatta in due banche distinte da parte di un commercialista piacentino, poi anch’egli arrestato. Sulle prime nulla. I soldi finivano sul suo conto corrente convertiti in euro. Ma poi al centro raccolta di un istituto di credito si sono accorti della contraffazione. Da qui i militari dell’Arma, coordinati dal piemme Emilio Pisante, hanno proceduto a ritroso scoprendo come i dollari falsi arrivavano in Italia. Il denaro arrivava ai corrieri in plichi, talvolta ben nascosto in finte copertine di cd di musica nigeriana, in somme variabili dai 7 ai 10mila euro. In alcuni casi gli investigatori sono stati abili a sequestrare alcune somme. Anche per le banche era difficilissimo accorgersi dei falsi, il che avveniva spesso solo al centro raccolta, quando ormai i quattrini erano finiti sui conti correnti già convertiti in euro. La tecnica era quella dello sbiancamento di banconote da un euro vere e della ristampa con il taglio da 100. Tecnica possibile anche perché il dollaro viene stampato su una speciale carta di cotone. Una volta arrivato in Italia il denaro giungeva al nordafricano residente a Mantova che via via organizzava gli smistamenti.

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