Quintavalla (L’Altra Emilia Romagna): “Solidali coi lavoratori della Thyssen”

Cristina Quintavalla, candidata presidente per L'Altra Emilia Romagna, solidale coi lavoratori della Thyssen: «Le cariche sono la prosecuzione “su strada" della Leopolda, stop alle delocalizzazioni e al jobs act»

IL COMUNICATO
Siamo solidali con i lavoratori della ThyssenKrupp caricati selvaggiamente, a freddo, dalla polizia mentre tentavano di manifestare, a Roma, contro la rottura unilaterale delle trattative sindacali. Le cariche sono la prosecuzione “su strada" della Leopolda. Dunque “il futuro" così evocato da Renzi è questo? Come si può gridare contro queste cariche e poi restare in coalizione con chi le ispira? L'evento fiorentino sanciva, infatti, il divorzio definitivo tra il Pd di Renzi, ispirato dai poteri forti, e il mondo del lavoro che, nelle stesse ore, manifestava per le strade di Roma contro il jobs act e i tagli della legge di stabilità. E noi con i lavoratori, lì e nella nostra regione.Ed è proprio a ridosso dell'approvazione del jobs act, va detto, che la multinazionale tedesca ha disdettato le trattative, la stessa scia sulla quale si è mossa l'Agnesi per annunciare la delocalizzazione del più antico pastificio d'Italia.

C'è un bisogno drammatico di norme precise, regionali e nazionali (adottando idonei strumenti e vincoli urbanistici), che blocchino la corsa alla delocalizzazione e la compressione di salari e diritti dei lavoratori. A questo dovrebbero servire i governi, non a favorire la speculazione, la devastazione dei territori, la desertificazione sociale. L’Altra Emilia Romagna sarà domani al fianco dei lavoratori della Berco di Copparo (gruppo Thyssen) che sciopereranno per un'ora in solidarietà con i colleghi di Terni così come siamo da sempre solidali con i lavoratori della Titan per protestare contro la chiusura dello stabilimento del bolognese (c'è una procedura di mobilità per tutti i suoi 186 lavoratori) per delocalizzare a Finale Emilia approfittando delle agevolazioni del post terremoto. In Emilia Romagna, oltre alla Titan, anche la Guaber e la Kemet, rappresentano solo l'ultimo esempio dell’incapacità da parte del governo nazionale e regionale di mettere in atto una strategia per frenare i processi di delocalizzazione. 

Il Jobs Act precarizza i lavoratori con i contratti a termine acausali del decreto Poletti, che consentono al datore di lavoro di assumere un 20% di dipendenti a termine, ricattabili con la minaccia del mancato rinnovo, e, per il rimanente 80%, con i "nuovi"  contratti a tempo indeterminato, cosiddetti a tutele crescenti, mutilati della fondamentale garanzia dell'art. 18.  Gli ammortizzatori sociali verranno drasticamente ridotti: l'indennità di mobilità abolita, la CIG fortemente limitata e l'indennità di disoccupazione resa proporzionale alla contribuzione pregressa (meno si lavorerà meno, paradossalmente, si avrà diritto al sussidio che peraltro viene anche pesantemente tagliato), penalizzando così proprio i precari e i sottoccupati. Ma anche quanti avranno conservato il lavoro non sfuggiranno a un drastico impoverimento perché il Jobs Act  consentirà accordi aziendali ricattatori in deroga alle tabelle retributive dei contratti nazionali. 

Cristina Quintavalla, candidata presidente per L'Altra Emilia Romagna e Basilio Riga, Emanuela Bruschini,Stefania DeMicheli,Andrea Poggi candidati per Piacenza

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