Da gennaio perse 310 imprese, 208 agricole. In aumento i ristoranti

Nei primi 9 mesi del 2014 le imprese registrate alla Camera di commercio sono diminuite di 310 unità, quindi lo stock ha subito una contrazione pari ad 1 punto percentuale. Complessivamente le aziende registrate sono scese così a 30.546 unità.

La variazione più ampia sia in termini assoluti che percentuali ha interessato l’agricoltura che ha lasciato sul campo 208 realtà (la consistenza è pertanto calata del 3,7%).

La lettura dei dati disponibili rivela che questo andamento è ormai consolidato nel tempo. Le iscrizioni di nuove attività agricole si sono infatti progressivamente assottigliate,  senza soluzioni di continuità, mentre le cessazioni si sono mantenute costantemente a livelli superiori. Il dato peraltro è piuttosto omogeneo a livello provinciale. Le uniche variazioni di segno positivo tra la consistenza 2013 e quella del settembre 2014 hanno riguardato Piacenza e Piozzano, in entrambi i casi per una unità.

Sono 101 invece le imprese di costruzione in meno rispetto all’inizio del 2014 (-1,91% sullo stock). Dato negativo anche per il manifatturiero (-1,44%, equivalente a 44 unità in meno ) e i trasporti (-3,22% per -37 aziende).

In questo quadro caratterizzato da segnali negativi spiccano invece alcuni settori che hanno totalizzato una crescita di consistenza. Si tratta –fermandosi alle variazioni più ampie- delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+31 realtà), del noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+16 unità), della sanità ed assistenza sociale (+14 unità) e delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+13 unità).

Ha cambiato di segno la dinamica del settore commercio che, in negativo da qualche tempo, ha invece fatto segnare un incremento, anche se per sole 8 unità (+0,12%).

Le iscrizioni che si sono verificate a Piacenza nei primi tre trimestri sono state 1.234 mentre le cessazioni 1.423 (66 di queste sono state eseguite d’ufficio). Volendosi fermare solo al flusso congiunturale (ossia depurato dalle cessazioni d’ufficio), il saldo tra iscrizioni e chiusure ha assunto segno positivo per società di capitale e altre forme giuridiche, negativo per società di persone e ditte individuali.

Nel solo terzo trimestre –sempre al netto delle cessazioni d’ufficio- le iscrizioni hanno sopravanzato le cessazioni per 73 unità, replicando il risultato positivo del secondo trimestre (nel quale le iscrizioni avevano superato le cessazioni per 117 unità).

Allargando lo sguardo alle province vicine oltre che alla regione e all’Italia, se ne desume una situazione molto generalizzata: le variazioni nelle consistenze complessive delle imprese sono state tutte nel quadrante negativo. 

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