Crisi, a Piacenza hanno chiuso 412 imprese femminili in un anno

Sono 6.489 le imprese femminili registrate a Piacenza alla fine dello scorso settembre. Esse rappresentano una quota pari al 21,2% delle imprese complessive. Tra il settembre 2013 ed il settembre 2014 si è verificata una forte contrazione delle imprese femminili iscritte nei registri della Camera di commercio: in percentuale il calo è stato del 6%. Non è andata meglio nelle province vicine. A Lodi questa variazione negativa ha raggiunto addirittura l’11,5%.

Il 69,2% delle imprese femminili piacentine è rappresentato da una ditta individuale mentre le società sono il 28,8% del totale. Nel commercio opera il 27,3% delle realtà imprenditoriali guidate da una donna, il 20,5% invece è collocato in agricoltura.

Sono pochi i settori nei quali il confronto tra la consistenza del settembre 2013 e quella del settembre 2014 assume segno positivo: altre attività dei servizi, servizi di alloggio e ristorazione, sanità, istruzione, attività artistiche sportive e di intrattenimento ed ancora fornitura di acqua, reti fognarie, gestione rifiuti.

I cali maggiori, in termini numerici assoluti, sono da ascrivere a costruzioni, attività manifatturiere, commercio ed agricoltura.

Le nuove iscrizioni che si sono totalizzate nel corso dei primi nove mesi del 2014 sono state 326, le cessazioni invece 378.

Le imprese femminili che possono altresì essere riconosciute come imprese giovanili sono 661, il 10,2% del totale. I settori di attività nei quali le donne più giovani si concentrano sono le attività finanziarie ed assicurative (19,1%), le attività artistiche, sportive e di intrattenimento (15,8%), i servizi di alloggio e ristorazione (15,5%).

Le imprese femminili straniere invece arrivano all’8,7% dello stock. Per finire, le artigiane sono 1.231, ovvero il 19% del totale.

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