Ambientalisti a sostegno dell’assessore Rabuffi: “Non lasci il suo incarico”

La galassia dei movimenti ambientalisti rappresentata nello specifico da Legambiente Piacenza, Fiab Piacenza, Comitato Parco della Pertite e Comitato di via Arata intervengono nella discussione in merito al futuro dell’assessore all’ambiente Luigi Rabuffi: quest’ultimo infatti si trova a una sorta di bivio dopo la decisione di Rifondazione Comunista, di cui Rabuffi è esponente, di uscire dalla maggioranza in consiglio comunale. Non è da escludere che l’assessore scelga di lasciare il proprio incarico. Ma questa eventualità allarma i movimenti ambientalisti: “Non intendiamo entrare nel merito del conflitto politico emerso fra i partiti – si legge in una nota – tuttavia riteniamo di esprimere un doveroso apprezzamento per l’operato e il metodo adottato dall’Assessore all’Ambiente Rabuffi nella quotidiana e difficile attività amministrativa”.

“L’apprezzamento va anche alla persona, oltre che all’amministratore, per la pacatezza e l’attenzione con cui si è sempre apprestato all’ascolto dei cittadini e delle associazioni; dote quanto mai rara nel panorama amministrativo in genere”.

“Noi non parteggiamo per Rabuffi o per il suo partito; parteggiamo per  la  domanda di qualità della vita che emerge dalla città e che richiede un rilancio forte e avanzato da parte della sua Amministrazione”.

 

IL COMUNICATO DEI MOVIMENTI AMBIENTALISTI: NON UN PASSO INDIETRO DI RABUFFI, MA UN PASSO AVANTI DELLA GIUNTA

Le associazioni e comitati firmatarie di questo appello si occupano di ambiente  e non intendono entrare nel merito del conflitto politico emerso fra i partiti dell’attuale maggioranza che  governa l’Amministrazione Comunale di Piacenza. Tuttavia ritengono di esprimere un doveroso apprezzamento per l’operato e il metodo adottato dall’Assessore all’Ambiente Rabuffi nella quotidiana e difficile attività amministrativa. Difficile per la complessità e strategicità dei temi ambientali, di cui forzatamente sempre più persone  e soggetti sociali ed economici si rendono conto; difficile  anche per il ruolo di mediazione che l’Assessore si è spesso trovato a svolgere fra i diversi e spesso contrastanti interessi che nell’attuale maggioranza convivono.

L’apprezzamento va anche alla persona, oltre che all’amministratore, per la pacatezza e l’attenzione con cui si è sempre apprestato all’ascolto dei cittadini e delle associazioni; dote quanto mai rara nel panorama amministrativo in genere. Lo possono testimoniare tutti coloro che nelle Consulte – a prescindere dall’efficacia dei risultati –  hanno potuto verificare con quanta costanza e determinazione Rabuffi abbia contribuito a   “rianimarle”, nell’intento di affidare alla partecipazione il ruolo che le compete, per la costruzione di scelte il più possibile condivise. Intento tutt’altro che facile, in un contesto politico e culturale, non  solo locale, distante dal metodo partecipativo, come impostazione e processo.

Stupisce dunque che a fronte di una prassi amministrativa così positiva, proprio l’Assessore in questione sia costretto a dimettersi. Se nel confronto politico risulta un’incoerenza fra la sua presenza in Giunta e gli obiettivi politici espressi, non solo dal suo partito ma da una vasta gamma di associazioni e comitati che animano la società civile piacentina (freno al consumo di suolo nel PSC, destinazione a Parco dell’area Pertite, pubblicizzazione della gestione dell’acqua, chiusura definitiva dell’inceneritore nel 2020, ecc. solo per rimanere ai principali temi ambientali), viene da chiedersi se sia  Rabuffi a dover fare un passo indietro o la Giunta a farne uno avanti, interrogandosi sulla necessità di una svolta che la gravità dei tempi che viviamo impone, come metodi e obiettivi.

La limitatezza delle risorse pubbliche a disposizione, il lavoro che langue e la drammaticità degli effetti dei cambiamenti climatici impongono di uscire dal guado del consenso a interessi particolari e di breve periodo, per imboccare politiche coraggiose, non solo più in sintonia  con le linee di mandato stabilite ma con le nette indicazioni fornite dai referendum locali e nazionali e con le sollecitazioni che quotidianamente emergono dalle pagine del giornale, in merito al bisogno di verde,  alla tutela del patrimonio vegetale urbano, alla qualità dell’aria, alla mobilità sostenibile, alla raccolta e allo smaltimento sostenibile dei rifiuti, al risparmio energetico, alla riqualificazione urbana e così via.

Noi non parteggiamo per Rabuffi o per il suo partito; parteggiamo per la domanda di qualità della vita che emerge dalla città e che richiede un rilancio forte e avanzato da parte della sua Amministrazione.

Legambiente Piacenza , Fiab Piacenza , Comitato Parco della Pertite,  Comitato di via Arata

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