Vilipendio al Capo dello Stato, rinviato a giudizio il consigliere Pallavicini

Deve rispondere della pesante accusa di vilipendio ai danni del Capo dello Stato il consigliere comunale di Sinistra Per Piacenza Carlo Pallavicini. I fatti risalgono all’aprile 2013, quando Giorgio Napolitano fu riconfermato Presidente della Repubblica dal Parlamento. In quel frangente Pallavicini scrisse una sorta di articolo sul suo sito web personale, criticando la linea e la storia politica del Presidente: dalla sua “vicinanza” agli Stati Uniti alle sue posizioni sull’immigrazione, passando per la sua militanza nel Partito Comunista Italiano. L’articolo fu notato anche dalla Digos della questura di Piacenza che, dopo averlo letto, giudicò alcune frasi ingiuriose nei confronti di Napolitano, ravvisando dunque gli estremi per il reato di “Offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato”, reato per il quale si rischia la reclusione da uno a cinque anni. Gli inquirenti segnalarono il testo in questione alla Procura della Repubblica che confermò la possibile violazione dell’articolo 278 del codice penale.

Ieri, venerdì 5 dicembre, si è tenuta la prima udienza al Tribunale di Piacenza. L’avvocato difensore di Pallavicini, Fausto Cò, ha parlato di semplice esercizio del diritto di critica politica, ma il Gip Elena Stoppini ha ugualmente optato per l’avvio del processo. Il procuratore Salvatore Cappelleri ha così chiesto il rinvio a giudizio del consigliere comunale e la prossima udienza è stata fissata a gennaio quando, con ogni probabilità, sarà ascoltato lo stesso Pallavicini.

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