Dai Take That ai Fugees

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La “teoria dei sei gradi di separazione” è un’ipotesi secondo cui qualunque persona, nel mondo, può essere collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari.
Noi abbiamo trasportato questo principio alla musica e, attraverso duetti e collaborazioni, arriveremo ogni volta a collegare artisti apparentemente slegati fra loro, utilizzando il featuring dell’uno come collegamento al pezzo successivo.
Se vuoi scoprire come cantanti e gruppi così diversi fra loro sono legati attraverso le loro canzoni puoi verificarlo con noi in soli sei passi!

Nella reazione di oggi si va dai Take That ai Fugees!!!

 

Back for good: Take That

La reazione a catena di oggi parte da cinque ragazzi che hanno profondamente segnato la mia infanzia, così come quella di molte ragazzine cresciute negli anni ’90. Parlo di Gary, Mark, Robbie, Howard e Jason, noti ai più come Take That! La dipartita di Robbie (tra le prime nel genere “abbandono di boyband”) mi aveva colto come un fulmine a ciel sereno durante una vacanza estiva in Sardegna. Il fatto che mi ricordi così bene il momento in cui ho ricevuto la notizia lascia intendere quanto fosse importante per me all’epoca e quanto temessi per le sorti del gruppo. Alla fine, comunque, tutto è andato per il verso giusto: un lungo periodo in quattro facendo finta di non soffrire per l’abbandono del più ribelle del gruppo, poi la riappacificazione tra Gary e Robbie (si diceva che questo se ne fosse andato perchè la parte solista principale pendeva troppo dalla parte del primo) sancita da una canzone strappalacrime, e alla fine una reunion coi fiocchi che ha girato tutto il mondo e che, anche qui a San Siro, ha ridato pace a tutte le fan impazzite!

L’happy ending sarebbe questo, anche se adesso, dopo l’annunciato ritorno alle scene come solista di Robbbie, anche Jason ha deciso di abbandonare il  gruppo. Ma i superstiti, nonostante tutto, non si sono lasciati scalfire e stanno per uscire con un nuovo disco dall’innovativo titolo “III”. Tra abbandoni, colpi di scene, coreografie e grandi ritorni, io questi ragazzi continuo comunque ad amarli come il primo giorno, ed è per questo che mi servirò di uno di loro per andare avanti in questa incredibile reazione a catena.

The days: Avicii ft. Robbie Williams

Come tutti i grandi deejay, anche Tim Bergling, per i più Avicii, fa un uso smodato di featuring per le sue super hit internazionali. Dalla sua consolle sono passati artisti del calibro di Aloe Blacc (“Wake me up”) e Etta James (“Levels”). Un bel salto nel mondo della black music … ma prima di passare agli artisti rock che riempiranno il suo prossimo disco (si parla di Billie Joe Armstrong dei Green Day  e Serj Tankian dei System of a Down) ha deciso di lanciare “Stories” con una collaborazione molto più pop, cioè quella con l’ex Take That Robbie Williams.

Collaborazioni più che riuscita si direbbe, visto il positivissimo riscontro da parte di tutte le radio italiane. E se il buongiorno si vede dal mattino, anche il prossimo album di Tim sembra destinato a fare grandi cose …

A sky full of stars: Coldplay ft. Avicii

Oltre che a produrre pezzi propri, così come Pharrell Williams, Will.I.Am e molti altri, anche Avicii si presta per produzioni di altri. Una delle più riuscite è sicuramente quella che ha portato a uno dei principali tormentoni dell’estate 2014: “A sky full of stars”, l’ennesima romanticissima canzone dei Coldplay che però, questa volta, aveva decisamente una marcia in più!

Tra Tim e Chris, inoltre, pare si sia creata una grande amicizia … oltre al feeling artistico che porterà anche il cantante dei Coldplay a presenziare nel prossimo disco di Avicii!

#amicizieproduttive insomma …

Do they know it’s Christmas time?: Band Aid 30

Che Chris Martin fosse un uomo meraviglioso l’avevamo già capito dal perenne resoconto mediatico della sua relazione con Gwineth Paltrow, ma anche  la partecipazione attiva a progetti benefici com Band Aid ha sicuramente contribuito ad aumentare il suo fascino!

Il super gruppo britannico, nato nell’84 da un’idea di Bob Gedolf e Midge Ure per raccogliere fondi da destinarsi alla lotta contro la fame in Etiopia, attraverso la pubblicazione del singolo “Do They Know It's Christmas?”, ha avuto un tale impatto mediatico e di vendite da portare a rispolverare singolo e cantanti anche negli anni a venire. Nella versione del disco del 2004, anche Chris Martin entra a far parte del gruppo, così come nella versione del 2014 (a 30 esatti dalla prima uscita) destinata a raccogliere fondi per aiutare i Paesi colpiti dall'epidemia di virus Ebola.

Molti nuovi cantanti inglesi si sono uniti a questa edizione, ma una delle voci principali appartiene, come dalla prima edizione del singolo, all’intramontabile Bono Vox (unico rimasto del gruppo originale!).

New day: Wycleaf Jean ft. Bono

E’ ancora una volta una casua benefica a fornirci il collegamento necessario per proseguire nella nostra reazione a catena. Questa volta, ad unire Bono e Wyclef Jean, è stata la volontà di raccogliere fondi per l’associazione benefica che opera per la cancellazione del debito nei paesi poveri, NetAid.

Due personaggi di spicco nei loro rispettivi generi, un video carino, una canzone che “funziona” … il successo era annunciato!

Killing me softly: Fugees

Da Wycleaf Jean al resto dei Fugees il passo è breve! A chiudere la reazione di oggi c’è la loro canzone in assoluto più famosa. Prima che i tre prendessero strade diverse, infatti, tutto il mondo dal ’96 ad oggi, ha sempre pensato a questo singolo quando si parlava di Fugees, ignorando completamente che la canzone non fosse nemmeno loro, ma di due cantanti  sconosciuti a più che ne incisero una prima versione negli anni ’70.

Dai Take That ai Fugees passando per: Robbie Williams, Avicii, Chris Martin, Bono e Wycleaf Jean! 

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