Dosi e Rolleri, l’appello: “Piacentini, dobbiamo amare di più la nostra terra”

Alla sua terza Santa Lucia da sindaco, Paolo Dosi è ormai un habitué degli studi di Radio Sound95. Conosce i corridoi a memoria e s’infila le cuffie senza troppe remore. In cuor suo sa, anche se nessuno della redazione ha il coraggio di avvertirlo in anticipo, che è pronta una sfilza di telefonate di cittadini che, dopo gli auguri di rito, parte con le richieste più disparate. Spesso nemmeno troppo benevole. Per il presidente della Provincia Francesco Rolleri era il  battesimo in radio: puntuale, pacato, stiloso. Uomo di garbo, misurato nelle parole e nei concetti. Gli addetti ai lavori direbbero: “Zero fuffa e tanta sostanza”. Soprattutto zero costi per il contribuente “visto che – ha riconosciuto – svolgo l’incarico gratis. Ed è giusto così”.

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Entrambi hanno reagito da veri amministratori alla “mitraglia” di domande degli ascoltatori che dalle 9 alle 10,30 sono piovute a decine durante la trasmissione Sound City, abilmente condotta dal giornalista speaker Massimo Casale. In studio a coordinare i due prestigiosi ospiti il nostro giornalista Andrea Pasquali. Un successo di ascolti e di interventi in diretta che ha superato le già buone edizioni precedenti. Segno che i nostri concittadini amano sempre di più questo appuntamento radiofonico che permette un dialogo, per così dire “straordinario”.

 

Da due anni e mezzo seduto sulla poltrona di sindaco, Dosi è ormai scafato abbastanza da prendersi i complimenti degli ascoltatori, ma soprattutto da assorbire al meglio polemiche, rintuzzi, suggerimenti e critiche. Sollecitato da Pasquali che gli chiedeva un bilancio di questo metà mandato, il primo cittadino ha riconosciuto che “sapeva che sarebbe stato faticoso, ma confesso non così tanto. Un’esperienza a due facce. Tutti gli amministratori locali si trovano in una situazione di incertezza assoluta. Le condizioni e gli stili di vita cambiano con una rapidità che non conoscevamo. Giustamente i cittadini chiamano sempre il Comune.  E noi, anche se sappiamo che è difficile dare risposte, promuoviamo almeno un confronto. Comunque la vivo ormai come una sfida quotidiana. Difficile sì, ma dobbiamo riuscirci”. Poi arriva la domanda a bruciapelo, proiettata nel 2017. Oggi come oggi si ricandiderà: “Francamente non lo so. Più che altro dobbiamo vedere se reggerà il fisico”. E’ stato però mentre si dialogava sulle ricadute di Expo 2015 che Dosi ha voluto lanciare un messaggio importante ai piacentini, e lo ha fatto anche dopo il suo recente viaggio di 55 ore in Giappone: “Dobbiamo imparare ad amare di più la nostra città, che è ricca di fascino e possibilità. Soprattutto dobbiamo imparare a parlarne meglio all’esterno. Sì, i piacentini devono parlare meglio della loro città”. Aggiungendo un altro concetto: “Come si vive a Piacenza lo lascio giudicare ai cittadini. Raccogliamo giudizi positivi anche se siamo consapevoli, noi per primi, che abbiamo perso posizioni su alcuni temi fondamentali. Non vogliamo trovare alibi. Io vado a letto la sera e penso sempre alle cose sbagliate che magari abbiamo fatto. Quello che ci interessa, però, è alzare il livello di qualità della vita. E’ anche vero che dal Dopoguerra in avanti non ci siamo mai trovati in una situazione così difficile. Spesso facciamo confronti con realtà che non potranno esistere più. Anche una certa Piacenza non potrà tornare. Bisogna essere lungimiranti e cercare di costruire un futuro sostenibile”.

 

In 90 minuti il sindaco ha risposto a svariati argomenti: dalla mobilità ciclabile con le biciclette del Comune abbandonate nei parcheggi scambiatori (“un progetto finanziato dalla Regione che speriamo adesso intervenga almeno per coprirle. Boi dal canto nostro dovremo cercare di pubblicizzare al meglio questa opportunità”) ai ciotoli di piazza Duomo. Da Borgofaxhall (“progetto emblema di come abbiamo sbloccato lavori fermi da tempo e che riqualificherà un’area importante, avremo l’inizio lavori per la nuova stazione entro la prima metà del 2015”) alla sicurezza: “E’ una nostra priorità. Lo abbiamo dimostrato anche assumendo 15 nuovi vigili che arriveranno dopo l’inizio anno. E poi a marzo avremo il nuovo comandante”. E proprio sui vigili, dopo le polemiche da noi riportate sul nuovo piano orario che interpreta la domenica come un giorno qualunque, ha spiegato: “Alla Polizia Municipale oggi si chiedono sforzi incredibili, vengono imposti dalla realtà. Noi dobbiamo cercare di trovare il punto di equilibrio tra una maggiore richiesta di azione e risorse minori. Comunque è una parte del comando che si lamenta. Sul nuovo piano ci siederemo intorno a un tavolo col sindacato e ne discuteremo”. Poi ancora i soldi spesi per il censimento dei piccioni e non per le merendine: “Non è vero, le merendine ci sono ancora e sono state sostituite dalla frutta, mentre la conta dei piccioni è un obbligo di legge ereditato dalla Provincia”. La logistica, proprio nel giorno delle nuove proteste davanti all’Ikea: “Inaugureremo venerdì prossimo una nuova bretella che collegherà la tangenziale con il polo logistico. Essa permetterà di dirottare il traffico pesante e sarà preludio al progetto di Città del ferro. Per troppi anni il nostro polo logistico è stato fuori controllo. Si sono insediate aziende particolari. Serve più controllo”. Sulle bici contromano, altro tasto dolente: “Aspettiamo il parere ministeriale e da lì cercheremo di prendere la decisione migliore”. Infine di aree militari: “Qualcosa si è finalmente bloccato grazie al Governo e alle autorità militari. Certi spazi potrebbero servirci anche per scopi culturali, come aree per concerti. Il solo Palabanca oggi come oggi è insufficiente per ospitare eventi culturali di un certo prestigio”.

 

Più che presidente della Provincia, Rolleri ha detto di sentirsi “un sindaco tra i sindaci”. Lui che è anche sindaco di Vigolzone e imprenditore, ha invitato a fare uno scatto in avanti non da poco. Uno scatto di mentalità: “Penso di aver maturato una convinzione: una crisi che dura dal 2008 ad oggi, non è più solo una crisi. E’ un ridimensionamento del sistema Italia. Certe situazioni non esistono più. Bisogna cercare di vivere meglio con meno possibilità. Bisogna inventarsi nuove possibilità e nuovi modi per vivere insieme. E’ ora di smetterla di parlare di crisi e piuttosto occorre pensare a cosa possiamo fare con meno soldi e meno risorse”. Anche il presidente della Provincia si appuntava qualcosa sui fogli mentre gli ascoltatori facevano le richieste. Sul pericolo del dissesto idrogeologico:  “Il nostro territorio è sotto controllo, non abbiamo avuto episodi di abusivismo per fortuna. Ma non è un territorio facile. E’ importante l’azione degli enti pubblici, ma anche privati con la manutenzione delle cunette. Torniamo alla collaborazione dei privati. Allargamento strade Due Case? Col senno di poi quei soldi potevamo usarli diversamente, ma non sapevamo che ci sarebbero stati tagli così massicci. Quella strada è comunque più sicura”.

Sulle polemiche derivanti dai primi licenziamenti in Provincia: “Stiamo parlando di servizi che sono stati esternalizzati. Non possiamo rinnovare i contratti perché queste funzioni passeranno alla Regione dal primo gennaio. Stiamo facendo pressione perché la Regione rinnovi i contratti e stiamo anche procedendo con dei prepensionamenti”. E per il 2015 ha promesso: “Dare certezza ai dipendenti e migliorare i servizi erogati”.

Dosi e Rolleri hanno salutato e fatto gli auguri a tutti i piacentini. Si aspettano “un 2015 di lotta, ma anche di soddisfazione”.

 

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