Sicurezza, Dosi chiama Rosato: “Amo Piacenza, un modo per fare volontariato”

 “Una volta in pensione avevo promesso che mi sarei impegnato nel volontariato. E questo è il mio personale impegno per la città alla quale sono così legato”. E’ con entusiasmo che l’ex questore Michele Rosato risponde alle domande sul suo nuovo ruolo, che deve ancora essere definito e trovare la validazione di procedure ufficiali, che gli ha offerto il sindaco Paolo Dosi. 
Un ruolo di consulenza, di sostegno e supporto, sul fronte sicurezza, uno dei più caldi e sentiti dalla cittadinanza, che sarà svolto dall’ex questore in modo totalmente gratuito e con grande rispetto delle varie competenze. 
Già il primo cittadino aveva chiarito durante il saluto natalizio all’informazione locale: “La delega sulla sicurezza rimane in capo al sindaco. Però, per avere nuove idee e un aiuto, ho chiesto a Rosato di darci una mano. Vedremo in che modo”. 
Lo abbiamo chiesto al diretto interessato, in pensione dal 2013: “In materia di sicurezza, come cittadino e non ex questore, ho accettato la proposta del sindaco. Lo ringrazio ma tengo a precisare che non sarà un ruolo caratterizzato politicamente, lo avrei prestato a chiunque fosse stato in carica, per il bene di Piacenza”. 

Insomma, per ora, la sua attività si baserà “sulla mia passata esperienza, mi metto a disposizione, senza volermi sovrapporre a autorità provinciali di pubblica sicurezza, come il prefetto e il questore. Vedremo di trovare dei percorsi di lavoro e programmi che possano essere positivi soprattutto in materia di degrado urbano, trovando ipotesi utili per offrire massima collaborazione alle forze di polizia che operano sul territorio”.  

Ora la nuova veste dovrà essere ufficializzata formalmente, “coinvolgendo l’intero consiglio comunale” ha precisato. “Lo faccio per la città che mi ha accolto e alla quale mi sento debitore, volendo dare un contributo per il benessere dei piacentini”. 

Ma quanto è cambiata la città rispetto a quando era alla guida della questura piacentina? “Non saprei – ha concluso Rosato – però tutte le città sono cambiate. La criminalità presente è simile a molte altre città. Bisogna però ragionare sopratuttto sulla certezza della pena. Compito delle forze dell’ordine è liberare il territorio dalla delinquenza ma se si fanno arresti e poi dopo poco ritroviamo gli stessi soggetti ancora fuori a delinquere qualcosa non va”.  

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