Coldiretti: “L’Imu sui terreni agricoli mette in difficoltà i pensionati”

 Giorgio Rossi è stato riconfermato alla presidenza dell’Associazione pensionati di Coldiretti Piacenza, che con oltre 8 mila associati, è la maggiore organizzazione di pensionati agricoli e del mondo autonomo a livello provinciale.
Il nuovo consiglio dell’associazione Pensionati Coldiretti di Piacenza, eletto durante l’ultima assemblea dei soci, è formato da Sandro Calza, Maria Elisa Civardi, Luigi Fanzola, Emilio Lusignani, Emilio Bruno Picchioni, Paola Rolleri, Giorgio Rossi, Pietro Rossi, Roberto Stragliati, Franco Varani e Vittorio Zucchi; come vicepresidenti dell’associazione sono stati nominati Maria Elisa Civardi e Sandro Calza.
Giorgio Rossi, nel ringraziare l’assemblea per questa conferma di fiducia rinnovata non solo nei suoi confronti ma anche nei confronti dei precedenti consiglieri, ha voluto sottolineare come l’associazione che presiede stia crescendo e con essa i contenuti che propone come interlocutore che ascolta le esigenze di tutti i soci. Esigenze che in questi giorni non possono che far riferimento alla tassazione sui terreni agricoli montani dove gli anziani agricoltori costituiscono un vero presidio territoriale, oltre che motore di iniziative e custodi di esperienze culturali.
Nella provincia di Piacenza, secondo Coldiretti su elaborazione dei dati Istat, su oltre 284.600 abitanti, gli anziani con più di 65 anni superano le 70.000 unità, oltre il 24%. La percentuale più elevata di ultrasessantacinquenni, si riscontra nei comuni montani di Zerba (62%) e Cerignale (53,5%).
“Gli anziani, ha dichiarato Rossi, sono una risorsa ma purtroppo costituiscono la categoria più vulnerabile che si trova a fare i conti con la crisi economica e con pensioni da fame.”
“Secondo una stima di Coldiretti Piacenza, ha infatti aggiunto Milena Galli responsabile provinciale Epaca, nella nostra provincia, l’80% dei pensionati agricoli ovvero circa 11.200 persone, ha una pensione al di sotto di 500 euro mensili.”
“Va da sé, ha concluso Rossi che in questa situazione, l’applicazione dell’Imu sui terreni di montagna, dove si sentono più forti i problemi dell’invecchiamento della popolazione, un fenomeno ormai globale che sta creando forti problemi di servizi agli anziani che interrogano tutto il mondo politico, sociale ed economico, risulta ancor più gravosa. Il sistema di applicazione dell’Imu, così come previsto ad oggi, provocherà una fuga da collina e montagna le cui spese saranno a carico di tutta la società in termini di dissesto idrogeologico. E’ di fondamentale importanza creare dunque le condizioni affinché le sentinelle del territorio possano continuare a svolgere il loro preziosissimo ruolo.”

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