Poetry Break e il primo giorno dell’anno

Capodanno all’insegna della poesia… certo che si può. E per questo entro nel mio privato e vi svelo un piccolo segreto. Con il gruppo di scrittori a cui appartengo “i Volatori Rapidi” di Piacenza, abbiamo consolidato un piccolo rituale di capodanno. Ovunque ci troviamo, a mezzanotte in punto improvvisiamo un piccolo haiku ( siamo in quindici) e ce lo mandiamo contemporaneamente. Un haiku è una breve composizione in tre versi di origine giapponese. Volevo condividere con voi questa mio festeggiamento poetico e ora passiamo alla puntata di poetry break! Per festeggiare l’arrivo del nuovo anno ho scelto una poesia di Pablo Neruda “Il capodanno”. Pablo Neruda, grande, immenso poeta cileno, Premio Nobel e noto per le sue appassionate poesie d’amore oltre che per il suo impegno politico per cui è stato anche in esilio ( episodio raccontato nel poetico film “Il postino”, interpretato da Philippe Noiret affiancato dal grande Massimo Troisi). In questa occasione si cimenta con un tema stagionale, interpretato in modo originalissimo.

Ecco la lirica, recitata da Omar Giorgio Makloufi

Il primo giorno dell’anno

Il primo giorno dell’anno
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte lo andiamo a ricevere
come se fosse un esploratore
che scende da una stella.

Come il pane, assomiglia al pane di ieri.
Come un anello a tutti gli anelli.
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline,
lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia

e poi, lo avvolgerà nell’ombra.
Eppure,
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare. 

(Pablo Neruda)

 

Questo giorno sembra come tutti gli altri, ma… non lo è. E’ un giorno di bilanci, di speranze, è un giorno a cui ognuno dà un significato particolare. E il poeta lo vede come un cavallino, come a traino di un anno a cui ognuno lega sogni e aspettative,diverso pur essendo uguale agli altri, come un esploratore in cerca di speranza.

A questa poesia ho abbinato una canzone di speranza, una canzone di augurio per il 2015, purtroppo iniziato con episodi di guerra e violenza. La canzone vuole essere lo stesso un augurio, anzi una preghiera. Give peace a chance, cantata da John Lennon e Yoko Ono.

E anche qui su www.piacenza 24.com vorrei levare una preghiera, una preghiera per la pace. In questo periodo in cui il mondo ha paura, in cui un’inquietudine profonda serpeggia in ogni continente, tra povertà, fondamentalismo, egoismo c’è bisogno di speranza e di ottimismo, nonostante tutto. Che tutti diventiamo esploratori di speranza, anche attraverso, perché no, la poesia e la musica che sono armi potenti e bellissime, in grado di rivoluzionare, secondo me, ancora il mondo. Auguri pieni di speranza da tutto lo staff di Poetry Break.

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