“Cloakroom”: la storia d’amore tra abito e corpo

Spesso la moda viene considerata una pratica superficiale,frivola, priva di ogni significato. Quante volte capita di dire che non è poi così fondamentale dare un senso ai vestiti, chenon servono ad altro se non a proteggerci dal freddo o semplicemente per coprirci e soddisfare il nostro desiderio di comodità? Sembra irrilevante. Non ci si rende conto, però,che tutto ciò che indossiamo è parte di noi,è lo specchio del nostro mondo interiore,dei nostri pensieri o sentimenti. Un capo esprime i valori,le ideologie di ogni uomo e nel momento in cui diventa nostro, nasce un rapporto stretto, personale,unico fra abito e corpo. Questa relazione è stata il nucleo filosofico di ricerca dell'esibizione "Cloakroom Vestiare Obligatoire" tenutasi durante la kermesse Pitti Uomo 87 nel Teatro della Pergola a Firenze. Le menti di questo progetto iniziato nel 2012 con The Impossible Wardrobe,seguito da Eternity Dress e giunto alla terza tappa con questo spettacolo,sono il direttore del museo della moda Palais Galliera di Parigi Olivier Saillard e l'eterea e algida Tilda Swinton,entrata nei panni di una diafana guardarobiera in tubino nero e tacchi a spillo.Con uno sguardo avvolgente e impassibile,accoglieva la fila dei pochi ospiti e prendeva in consegna da ciascuno di loro un capo,una giacca,un cappotto,dei guanti, un foulard,prendendosene cura con estrema delicatezza ,come se fra le mani avesse un essere umano,o meglio un'anima,con cui dialogare,creare una connessione inscindibile. Li annusa,li studia,bisbiglia qualche parola,li indossa,accarezza o abbraccia,li appende…quando poi alla fine di questa sorta di storia d'amore,ognuno riprende il proprio capo,ora intriso di una nuova spiritualità,di una nuova vita.

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