“Lanciò mutande sporche nel cortile del vicino”. Commerciante condannato

Dovrà scontare 5 giorni di carcere, tramutati in 1250 euro di ammenda, il commerciante di un paese della Valdarda, accusato di ver gettato mutande sporche di feci nel cortile dei vicini di casa coi quali da tempo erano sorti dissapori, a quanto pare legati a questioni di parcheggio. Lo ha stabilito il giudice Ivan Borasi stamattina (23 gennaio 2015). Una vicenda da un lato grottesca che ha vissuto stamattina le conclusioni. I fatti risalgono al 19 maggio del 2012 quando, dopo una serie di atti già lamentati dalle vittime (lanci di uova e di spazzatura), arrivò il lancio delle mutande sporche, partito una mattina dal camioncino usato tutti i giorni dall’imputato per recarsi al mercato dove lavora.

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Il piemme Antonio Rubino aveva chiesto 10 giorni di reclusione, pena alla quale si è associata l’avvocato di parte civile Graziella Mingardi, legale della famiglia vicina di casa. Secondo quest’ultima durante il processo si è formata la prova che l’oggetto lanciato fossero proprio delle mutande sporche che sarebbero addirittura state conservate in frigorifero dall’imputato. “Avremmo fatto volentieri a meno di arrivare a questo lungo processo, risparmiando anche dei costi alla giustizia – ha detto l’avvocato Mingardi nel corso della sua arringa – ma da parte dell’imputato non sono mai arrivate delle scuse. Il gesto fatto si configura come una grave offesa all’indirizzo dei miei assistiti”. L’avvocato difensore Carlo Parmeggiani aveva invece chiesto l’assoluzione sostenendo, così come aveva fatto in aula la moglie del suo assistito, che non fossero delle mutande, bensì uno straccio per la polvere abitualmente conservato nell’abitacolo del camioncino. “Era un semplice straccio, il lancio fu un gesto inconsulto, non certo premeditato, arrivato dopo una lite con la moglie. Il mio assistito sapeva che sul camion compariva la scritta con il suo nome e sapeva dell’esistenza di telecamere intorno al cortile dei vicini. Perché avrebbe dovuto fare una cosa del genere?”. Il giudice ha invece ritenuto colpevole il commerciante condannandolo a 5 giorni di carcere tramutati in ammenda. L’uomo dovrà anche pagare i danni morali (1500 euro) ai tre componenti della famiglia vicina e le spese processuali (4032 euro).

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