Cremona, scontri al corteo antifascista: presenti un centinaio di piacentini

 Sono stati più di cento, i piacentini che ieri hanno partecipato alla manifestazione antifascista, trasformatasi in guerriglia urbana, a Cremona. Un’iniziativa. nata per portare solidarietà a Emilio Visigalli, 50enne di Maleo aggredito da alcuni esponenti di Casa Pound e ancora ricoverato in gravi condizioni in Terapia intensiva all’ospedale della città lombarda. 
Erano in tutto circa 5mila, le persone arrivate per il corteo, partito nel primo pomeriggio di ieri dal centro sociale Dordoni, teatro delle prime violenze nei giorni scorsi. Una manifestazione che si attendeva pacifica e invece, quasi subito, una parte dei partecipanti ha cercato di deviare il tragitto per passare nei pressi della sede di Casa Pound. 
E’ qui che sono iniziati i tafferugli, partiti da alcuni giovani black bloc con il danneggiamento di vetrine e sedi di banche poste lungo il percorso, oltre ad alcuni incendi appiccati ai cassonetti e alla bomba carta lanciata nella sede della polizia Municipale. Non si è fatta attendere la risposta della polizia, con lacrimogeni e cariche ripetute per disperdere i manifestanti. 

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Tra i presenti piacentini, i rappresentanti del Network Antagonista Piacentino, che in merito hanno dichiarato: "Un corteo enorme e determinato ha praticato l'obiettivo annunciato dagli organizzatori: provare a chiudere Casa Pound. Alla testa, dall'inizio alla fine, la moglie e i figli di Emilio, compagno sempre in prima fila nelle lotte operaie del piacentino. Una voce e una volontà unica che ha visto avanzare in mezzo ai gas lacrimogeni una massa molto coesa, ognuno con le sue modalità e le sue parole d'ordine ma sicure di cosa si dovesse fare di fronte a una violenza cieca e tollerata dalle istituzioni come quella che ha colpito Emilio". 

 

 

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