Still Alice: “Senza ricordi non c’è presente”

Sound ciak oggi vi porta al cinema con Still Alice.

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Film drammatico americano diretto dalla coppia Richard Glatzer e Wash Westmoreland. E’ l’adattamento cinematografico del libro della neuroscienziata Lisa Genova che si intitolava proprio Still Alice, in italiano tradotto come Perdersi.

Alice Howland è una rinomata linguista il cui lavoro è rispettato in tutte le università degli Stati Uniti. Un giorno si accorge che la sua memoria non è più quella di una volta e che poco alla volta inizia a dimenticare le parole. Inquieta, si reca da uno specialista per un controllo. Una rivelazione devastante si abbatte su di lei.

Still Alice non ha niente di innovativo, non ci sono sperimentazioni stilistiche. E’ un film che può essere inserito nel genere terapeutico, come altri in passato, per esempio Le scaphandre et le papillon del 2007. Racconta una malattia, il suo decorso, i due registi hanno cercato di dare allo spettatore una testimonianza del morbo di Alzheimer: malattia  che colpisce le facoltà cognitive.

Un film intenso che si potrebbe riassumere con un solo nome: Alice.Il film è tutto nella splendida e drammatica interpretazione della pluricandidata al premio oscar Julianne Moore. Il  film lo si legge in ogni suo gesto, sul suo viso, nei suoi occhi, ci regala un personaggio autentico e molto reale. I registi sfruttano una soggettiva sdoppiata: Alice sana del passato e Alice nel presente con i suoi gap che si amplificano fino a creare delle voragini della sua mente. Questa soggettiva sdoppiata si realizza con l’utilizzo dello specchio dove l’identità della protagonista si duplica e con la tecnologia grazie alla quale si lascia messaggi che la aiutano a ricordare

Una lotta continua di un personaggio che, dopo aver riempito il foglio bianco con la sua vita, vede piano piano cancellarsi le parole, i momenti. Ma nel film non c’è solo Julianne Moore. Anche Alec Baldwin, interpreta un marito combattuto, un marito che soffre, lotta con la consapevolezza di dover comunque andare avanti. Sorprende anche Kristen Stewart la figlia ribelle.

L’intensità del film è sicuramente dovuta alla storia dei 2 registi. La telefonata dai 2 produttori Lex Lutzus e James Brown è arrivata nel 2011 proprio mentre Richard si stava sottoponendo ad alcune visite neurologiche a causa di alcune difficoltà riscontrate nel parlare. Successivamente gli fu diagnosticata la SLA. I mesi successivi sono stati molto difficili Richard e Wash,compagni anche nella vita. Leggendo il libro trovavano molte similitudini fra la storia di Alice e la loro e spesso si sono domandati se volessero affrontare un film del genere in quel momento. E’ stata la loro vicinanza alla situazione che li ha portati a non scadere nel melenso e a restare estremamente realisti.

La colonna sonora del film unisce diverse sonorità: passiamo da dolci e delicate ballad all’indie-rock. Una soundtrack davvero piacevole che ben si amalgama con la storia. Fra le canzoni troviamo If I Had a Boat di Lyle Lovett, cantante country molto famoso in USA ma che in Italia è più conosciuto come l’ex marito di Julia Roberts.

Per ulteriori informazioni vi rimando al sito ufficiale del film www.sonyclassics.com/stillalice 

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