Il tocco della Storia: Musei civici, Gioia e Arti e Pensieri per la disabilità

 Lunedì 2 febbraio è stato presentato il progetto “Il tocco della Storia”, nato da una collaborazione tra i Musei Civici di Palazzo Farnese e il Liceo Ginnasio Statale “Melchiorre Gioia” con il tramite dell’associazione Arti e Pensieri.
L'integrazione degli alunni disabili è una delle prime finalità della scuola, insieme alla necessità di creare per gli studenti esperienze culturalmente significative. Nello stesso tempo, il museo risulta un ideale supporto per l'insegnamento della Storia e della Storia dell’Arte nelle scuole, perché basato su un metodo induttivo che, stimolando la curiosità, facilita l'apprendimento.
A questo proposito, i progetti che coinvolgono le persone disabili possono arricchire e aggiornare le offerte didattico-culturali dei musei, contribuendo a renderli punti di riferimento nel processo di crescita della comunità: i musei si aprono alla fruizione da parte della cittadinanza diversamente abile e diventano, al contempo, laboratori di conoscenza e convivenza tra portatori di abilità differenti tra loro.
Il progetto, dal titolo “Il tocco della Storia”, prevede tre percorsi diversi e individualizzati, ideati sulla base delle peculiarità dei ragazzi coinvolti e con l’intenzione di renderli protagonisti. Esso interessa gli alunni con disabilità del Liceo Gioia ed eventualmente le classi in cui questi ragazzi sono inseriti. Questi verranno inoltre messi in relazione con le Scuole Primarie, contribuendo così a stimolare una conoscenza e un rispetto per le diverse abilità nei piccoli studenti che saranno i cittadini di domani.
 “AAA cercasi assistenti al museo” punterà sulle qualità relazionali degli studenti coinvolti, inserendoli all’interno di  percorsi didattici-laboratoriali a tema archeologico rivolti alle classi terze della Scuola Primaria, per creare così un rapporto tra le due parti e per unire lo studio della storia e "l’educazione al diverso". I ragazzi diversamente abili diventeranno assistenti dell’operatore didattico durante la fase laboratoriale e supervisori, nonché collaboratori, nell’aiuto ai bambini che parteciperanno al laboratorio. In questo modo si cercherà di far vivere ai ragazzi diversamente abili il museo in maniera completamente attiva e non solo come visitatori, nella via che risulterà loro più naturale e immediata, ovvero la relazione con l’altro.
“Percorso per giovani esploratori tattili” invece ha l’obiettivo di far scoprire il museo, le opere d’arte e i reperti archeologici a chi non vede, mettendo a frutto gli altri sensi. Verrà anche qui coinvolta una classe terza della Scuola Primaria, la quale potrà provare l’esperienza di vivere il museo in modo totalmente diverso, ovvero senza utilizzare la vista ma servendosi prevalentemente del tatto. Si creerà, quindi, un’interazione tra il ragazzo ipovedente e i bambini, dando all’uno la possibilità di farsi guida dei più piccoli nella conoscenza delle opere d’arte attraverso il tatto; ai piccoli, invece, sarà data l’occasione di immedesimarsi nel ragazzo ipovedente, con l’opportunità di conoscere i reperti archeologici andando al di là del solo senso della vista.
“Il mio nome è Perseo” affronta infine il tema del “mostruoso” (termine da intendersi nel suo significato etimologico di derivazione latina monstrum da monere con significato di “portento”, “prodigio”), un argomento interdisciplinare che rientra nei temi letterari e storici affrontati durante la classe V superiore, classe di frequenza di uno dei ragazzi che parteciperà al progetto. Chi sono i mostri? Perché ci attirano da sempre? Il percorso tenterà di dare una risposta alle presenti domande, attraverso incontri personalizzati con l’alunno coinvolto e i suoi insegnanti di sostegno, allo scopo di presentargli il museo e le opere d’arte, seguendo sempre il filone tematico del mostro, partendo dalle origini e arrivando fino al contemporaneo, utilizzando anche diversi linguaggi, tra cui quelli multimediali ed effetti sonori. L’intenzione è poi quella di coinvolgere l’intera classe dello studente, cui il ragazzo farà da guida. L’esperienza si concluderà con una merenda/aperitivo durante la quale tutti saranno bendati, per provare a vivere la quotidianità degli ipovedenti.
Sono previsti incontri personalizzati con gli studenti del Liceo Gioia e i loro insegnanti di sostegno, allo scopo di introdurli alle collezioni dei Musei Civici: in queste occasioni verranno approfonditi i programmi di storia e storia dell’arte con visite alle sezioni museali e con la relativa attività pratica. Tali percorsi per l’anno scolastico in corso sono ideati e realizzati grazie al contributo volontario dei soci di Arti e Pensieri e con la collaborazione della ditta Gregori Spa. Un primo percorso ha già avuto luogo e ha permesso ad uno degli studenti coinvolti di avvicinarsi alla sezione medievale di scultura grazie ad una speciale visita guidata dalla Direttrice dei Musei, Antonella Gigli.
La finalità di questa esperienza è mettere a frutto le buone potenzialità che spesso caratterizzano le persone disabili, in un contesto già di per sé educativo, il museo, sviluppando laboratori didattici condotti secondo logiche di integrazione e inclusione tra non vedenti e normovedenti.  I nostri bambini e adolescenti necessitano di un’educazione al ‘diverso’, di un approccio anche emotivo che li avvicini a ciò che non conoscono e rispetto a cui sono spesso prevenuti. D’altro canto invece, le persone diversamente abili devono avere lo spazio di esprimersi attraverso le proprie facoltà per poterci mostrare il mondo (in questo caso la storia e l’archeologia) sotto altre angolazioni, in modo spesso inusitato e profondo.
 “Il tocco della Storia” è un’iniziativa che intende anche promuovere la riflessione sulla funzione delle istituzioni museali rispetto a questioni di portata sociale sul piano del rapporto, oggi centrale, tra museo e scuola. Il campo d’azione è certamente molto vasto e riguarda argomenti di rilevante portata sociale, come quelli della sensibilizzazione alla disabilità e della integrazione delle diversità, ma concerne anche temi generali  come quello del diritto allo studio e della cultura come patrimonio comune, che deve essere accessibile a tutti.
 

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