Carnitalia devastata da un incendio, si allontana l’ipotesi del rogo doloso

Ammontano a centinaia di migliaia di euro i danni causati dal devastante incendio che nella notte tra il 20 e il 21 febbraio ha divorato lo stabilimento Carnitalia di Ospedaletto Lodigiano, storica azienda di lavorazione delle carni visibile dall'autostrada A1. Un incendio maestoso che ha costretto all'intervento i vigili del fuoco di ben cinque comuni: Lodi, Sant'Angelo Lodigiano, Pavia, Milano e Casalpusterlengo.

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Ancora da chiarire cosa abbia causato il rogo, fortunatamente non ci sono stati feriti. Sul fatto sta indagando la procura di Lodi anche per escludere l'origine dolosa del rogo. Il procuratore capo Vincenzo Russo tende però ad escludere la causa "umana" e intenzionale. Utili alle indagini anche le testimonianze dei residenti che raccontano di essere stati svegliati da vere e proprie esplosioni. Prima che si rendessero conto di ciò che stava accadendo alcuni automobilisti di passaggio lungo l'autostrada avevano già chiamato il 115.

A fiamme spente i titolari hanno compiuto un sopralluogo: come detto i danni risultano davvero ingenti, gli unici ambienti a non essere stati intaccati dalle fiamme sono stati gli uffici amministrativi. E ora, al di là dei danni materiali, c'è timore anche tra i 70 dipendenti, dal momento che non è dato sapere quando l'attività di Carnitalia potrà ripartire. 

La storia di Carnitalia parla piacentino essendo stata fondata nel 1950 dal concittadino Achille Bracchi che nel 1985 ha passato il testimone ai suoi tre figli.

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