“Loom bandz tossici”. Da Piacenza le analisi che portano al ritiro nazionale

Tossici e potenzialmente cancerogeni. E’ la ragione per la quale, grazie a un controllo approfondito della Camera di commercio di Piacenza, sono stati ritirati dal commercio su tutto il territorio nazionale gli elastici colorati che la scorsa estate erano diventati la moda per eccellenza tra giovani e soprattutto bambini: i "Loom bandz", un vero e proprio must per bimbe e bimbi che passavano ore a intrecciarli con un particolare uncinetto utilizzato per mettere insieme questi minuscoli elastici e comporre bracciali o collane di varie lunghezze. Tutti ricordano un'astate in cui giravano per le strade e per le spiagge migliaia di bambini con avambracci e caviglie stracolmi di coloratissimi "gioielli" di plastica fabbricati dopo aver acquistato gli anellini in bustine nelle edicole, nelle cartolerie. Ebbene secondo i controlli disposti dalla Camera di commercio piacentina con la collaborazione dei carabinieri del Nas i Parma, questi minuscoli pezzetti di plastica sono tossici e vanno smaltiti come rifiuti pericolosi a spese dell’importatore. A Milano ne sono già statti ritirati 20 milioni lo scorso ottobre: erano conservati in tre magazzini della chinatown milanese; tre donne, tutte cinesi, sono state denunciate e ora devono pagare multe per 40mila euro. 

Ma se a Milano ci si è fermati al sequestro e alla distruzione del materiale, a Piacenza si è andati oltre. Il campione di prodotto era stato prelevato (e cioè regolarmente acquistato da personale della Camera di commercio con funzioni ispettive) in un esercizio gestito da cinesi, e già ad un primo controllo era evidente che qualcosa non andasse: "Mancava il marchio CE e mancavano le indicazioni in italiano sulla confezione" spiega Daniela Cristalli, funzionaria dell'ente camerale di Piacenza. Indicazioni e marchio che sono sempre obbligatori ma che assumono un significato ancora più rilevante quando si tratta di prodotti dedicati ai bambini come giocattoli, accessori e capi d'abbigliamento. E proprio con riferimento ai Loom bandz la Camera di commercio – vista e considerata la diffusione del prodotto – ha deciso di commissionare un'analisi approfondita a un laboratorio milanese, l'istituto Masini, uno dei pochi accreditati dal Ministero. E' un'operazione costosa, naturalmente, ma indispensabile se si vuole eseguire un monitoraggio serio.

E l'esito dell'analisi ha dimostrato quando sia, per l'appunto, indispensabile mettere in campo certi controlli: il livello di ftalati in questi anellini di plastica era ben oltre il consentito trasformandoli in oggetti non solo tossici ma potenzialmente cancerogeni. Si tratta di sostanze utilizzate per ammorbidire la gomma e renderla più elastica. Ce ne sono anche altre ma gli ftalati sono meno costosi e quindi vengono utilizzati più "volentieri" in Paesi dove i grandi numeri fanno la differenza. La Cina, evidentemente, è uno di questi Paesi.

Sulla base dei risultati delle analisi commissionate da Piacenza e inviate a Roma dal Nas, il Ministero della Salute ha pensato bene di togliere il prodotto dal commercio. In altre parole, l'altro giorno ha emanato un dispositivo valido per tutto il territorio nazionale nel quale non solo si vieta la vendita dei Loom bandz ma si obbliga l'importatore (che nelle responsabilità si sostituisce al produttore qualora si trovi all'estero) a smaltirne ogni singolo pezzo come rifiuto pericoloso. Una bella batosta per l'azienda bresciana di importazione che credeva di aver pescato il jolly dell'anno con i braccialetti cinesi per bambini. 

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