Crimine organizzato, dalla Regione misure per le politiche di prevenzione

La Giunta regionale ha varato nella seduta di venerdì 27 febbraio una serie di misure di potenziamento di quelle già in atto per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose e della criminalità organizzata, anche attraverso la promozione e diffusione di una cultura della legalità.

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Con un Progetto di legge (“Modifiche alla Legge regionale 9 maggio 2011, n. 3) si è deciso di rafforzare il ruolo dell’Osservatorio regionale sui fenomeni connessi al crimine organizzato e mafioso, al fine di:

  • garantire il costante monitoraggio dei segnali anticipatori della penetrazione della criminalità organizzata all’interno della comunità emiliano-romagnola e delle iniziative promosse dalla regione;
  • integrare le fonti informative esistenti sul tema del crimine organizzato e mafioso e su altri fenomeni ad esso connessi e, contemporaneamente, di predisporre rapporti conoscitivi, anche in raccordo con il Centro di documentazione regionale, da mettere a disposizione della Giunta e di tutta la comunità regionale.

A tale proposito all’Osservatorio regionale, in collegamento con gli osservatori locali, viene ora demandata la funzione di analizzare e individuare temi rilevanti ed emergenti collegati al fenomeno del crimine organizzato e mafioso e verso cui esiste una particolare sensibilità sociale da sottoporre all’attenzione della costituenda Consulta regionale, al fine di essere approfonditi sul piano conoscitivo.

Il ruolo dell’Osservatorio regionale sui fenomeni connessi al crimine organizzato e mafioso viene ulteriormente valorizzato rispetto alla diretta promozione di seminari tematici, iniziative editoriali e, più in generale, di carattere culturale, finalizzate alla diffusione di conoscenza in materia, in raccordo con il centro di documentazione tematico collocato presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa, nella convinzione che una comunità consapevole e informata rappresenti un argine importante nella resistenza ai fenomeni di illegalità.

Ai fini della promozione e dello sviluppo delle politiche regionali di prevenzione e contrasto del crimine organizzato e mafioso si prevede l’opportunità di convocare la Conferenza regionale sulla legalità già prevista dalla Legge 24/2003, in particolare per meglio coordinare gli interventi di prevenzione primaria e secondaria con le azioni finalizzate al sostegno degli Enti Locali destinatari di beni immobili confiscati.

Inoltre, nell’ottica di rafforzare i rapporti di collaborazione e i compiti di coordinamento della Regione con i soggetti istituzionali preposti a compiti di indagine e osservazione dei fenomeni di criminalità organizzata e mafiosa, con gli Enti locali territoriali nonché con le Associazioni e le Organizzazioni sociali, sindacali e di categoria, viene istituita la Consulta regionale per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità.

In particolare la Consulta regionale per la promozione della cultura della legalità svolgerà attività  propositive e consultive nei confronti della Giunta Regionale in materia di cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.

Va inoltre aggiunto un impegno ulteriore della Regione a rafforzare il coordinamento e l’armonizzazione dei propri interventi a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso. Infatti già dalla passata Legislatura, la Regione Emilia-Romagna ha adottato una serie di interventi con l’approvazione di tre Leggi regionali di settore (11/2010 “settore edile e delle costruzioni”, 3/2011 “promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile” e 3/2014 “settori dell’autotrasporto, del facchinaggio, della movimentazione merci e dei servizi complementari”).Al fine di favorire l’attuazione coordinata di queste leggi, uno dei nuovi strumenti adottati sul piano interno consiste nella costituzione di una Cabina di regia interdirezionale, presieduta dall’Assessore in materia di legalità, così da garantire maggiore efficacia alle politiche regionali e operare tra le diverse norme di settore un più puntuale raccordo e coordinamento delle attività.

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