Assicurazioni truffate, parla la difesa: “Nessuna associazione a delinquere”

E’ attesa per martedì prossimo 24 marzo la sentenza per le quattro persone attualmente a processo per l’inchiesta sulle truffe alle assicurazioni. Un primo filone che vede alla sbarra i tre proprietari di un’agenzia che si occupava di pratiche per sinistri stradali da cui tutto sarebbe partito e un uomo ritenuto un collaboratore dei tre. L’operazione dei carabinieri di Rivergaro terminò il 30 maggio 2014 con l’arresto di 26 persone in tutto, circa 200 gli indagati. In base alla ricostruzione dell’accaduto l’agenzia reclutava veri e propri figuranti disposti a inscenare finti incidenti stradali. Sono 35 i sinistri accertati dai carabinieri, in molti casi documentati con video e fotografie, il tutto corredato da intercettazioni. Il gioco era dei più classici: inscenare falsi incidenti per fare in modo che le assicurazioni pagassero e successivamente dividersi i vari rimborsi.

In questa prima fase il pm Emilio Pisante ha voluto accertare il ruolo dei quattro dai quali tutto sarebbe partito: M.P., 54 anni, G.S., 57 anni, e G.D., 29 anni, più, come si diceva, un loro collaboratore. G.M., 31 anni. Per i tre soci Pisante aveva chiesto una pena di 12 anni di reclusione ciascuno, 5 per il collaboratore: pene severe dovute anche all’accusa per tutti e quattro di associazione a delinquere. Questa mattina, sabato 21 marzo, hanno preso la parola le difese che hanno respinto proprio quest’ultimo capo di accusa chiedendo il minimo della pena.

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