“Senza certezza della pena viviamo in guerra”. Cittadini esausti, il dibattito

Il tema sicurezza ogni giorno si fa sempre più caldo, complici i fatti che sono al di fuori da ogni polemica. Se in città ha fatto scalpore lo scippo in pieno centro, ieri pomeriggio (23 marzo), con una donna derubata in via Mazzini da un ladro in bici e un’altra donna travolta in piazza Cavalli e ferita dallo stesso ladro in fuga dai passanti intervenuti, è in provincia e in particolare nei quartieri residenziali dei paesi e nelle frazioni più isolate che si registrano i problemi maggiori e soprattutto la maggior percezione di insicurezza: quella sensazione di essere in pericolo che fa vivere male i residenti e modifica le abitudini di vita.

Qualche esempio tra i più recenti. A Cadeo una banda di ladri, incuranti dei vicini che alle 16 potevano accorgersi di loro, sono entrati in azione e a colpi di mazza hanno sfondato porte e finestre, hanno messo tutto a soqquadro e sono fuggiti con oro e denaro. Il tutto sotto gli occhi increduli di alcuni cittadini che hanno subito chiamato i carabinieri, ma al loro arrivo i ladri erano già spariti. E c'è anche chi ha fatto polemica sui tempi di intervento delle forze dell'ordine ma a smorzare i toni, questa mattina, è proprio il sindaco di Cadeo, Marco Bricconi: fanno quello che possono, dice. Il problema, semmai, è l'esiguità delle forze in campo a fronte della vastità del territorio che rientra nelle varie giurisdizioni. 

E ancora: Caorso, Agazzano, Pontenure. Si parla di furti, risse, truffe agli anziani. Sembra un bollettino di guerra che impone ai cittadini di adottare misure di sicurezza che non dovrebbero essere prese in considerazione in un paese civile. E’ da questa considerazione che parte l’iniziativa del Comintato Domani sicuro: un incontro aperto a tutti questa sera, 24 marzo, a partire dalle 20,30, nel salone del comune di San Giorgio; incontro al quale parteciperanno i massimi vertici piacentini in tema sicurezza: prefetto, questore e comandante dei carabinieri. 

"Abbandonare l'individualismo e unire le forze per dare una mano a chi lavora sulla strada per tutelare la sicurezza di tutti". E' il punto d'arrivo secondo Walter Confalonieri, portavoce del comitato "Domani sicuro" che organizza la tavola rotonda di questa sera. "Ma anche unendo le forze non basta – aggiunge Confalonieri – E' come se vivessimo in guerra, circondati da criminali addestrati come militari, incuranti delle conseguenze di ciò che fanno. Anche perché spesso di conseguenze non ce ne sono: manca la certezza della pena, è questa la madre di tutti i problemi". Un problema che con i cittadini condividono anche i tutori dell'ordine, ne è convinto Confalonieri: "Hanno le mani legate". Ora però i cittadini vogliono risposte e pretendono che i politici a Roma – testuale – "si sveglino" e facciano leggi concrete "per evitare che chi paga le tasse con fatica e sudore, non si trovi poi garantiti i diritti minimi come quello a vivere una vita sicura". 

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