Torna dall’Africa e sta male, sospetto ebola per una 30enne piacentina

Era tornata a casa lunedì sera dopo un lungo periodo trascorso come volontaria di Emergency in Sierra Leone, uno dei Paesi più colpiti dal virus ebola. Il giorno dopo l'arrivo a casa, nella notte tra martedì e mercoledì, ha cominciato ad accusare malessere e febbre alta. Protagonista una donna piacentina di 30 anni, medico di professione. Al suo ritorno la donna è stata contattata direttamente dall'Ausl di Piacenza per una visita di routine come prevede il protocollo per coloro che tornano da Paesi a rischio: visita che effettivamente ha portato i medici a riscontrare febbre e altri sintomi potenzialmente riconducibili al virus Ebola. A quel punto sono così scattate le procedure d'emergenza: la donna è stata raggiunta nella sua abitazione di Piacenza da un'ambulanza speciale che ha trasportato il medico all'ospedale Sacco di Milano dove è stata ricoverata in isolamento. I primi esami, eseguiti la notte stessa, hanno escluso che si trattasse di malaria. Negativo anche il primo test per l’ebola, motivo per cui la volontaria piacentina è stata trasferita al reparto di malattie infettive dove comunque rimane in isolamento. Resterà sotto osservazione per le prossime 48 ore dopodiché sarà nuovamente sottoposta al test per l’ebola, come prevedono i protocolli.

"Non c'è alcun allarme – ha commentato all'agenzia Adnkronos Rita Gismondo, responsabile del Laboratorio di microbiologia dell'azienda ospedaliera – le prime analisi che abbiamo eseguito sono negative, ma vanno ripetute dopo 48 ore e quindi l'esito del test è atteso per la mattinata di domani, venerdì 2 aprile. Le condizioni della paziente sono sotto controllo, al momento non gravi. Abbiamo attivato immediatamente il percorso di alta bioemergenza, dal ricovero alla parte analitica. Tutto a funzionato al meglio e ora attendiamo l'esito dei test".

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