Germanà, il “superpoliziotto” lascia: “Sicurezza, più pattuglie all’esterno”

Poliziotto lo rimani per sempre, un po’ come i diamanti. E così anche dopo il primo maggio, giorno in cui andrà in “quiescenza” dopo 36 anni di divisa, il questore Calogero Germanà promette che resterà in servizio “per il prossimo, come ho sempre fatto”. Altro che guardarsi indietro e riannodare i fili di una carriera che avrebbe sicuramente di ché da raccontare ai posteri. I bilanci, “quelli semmai si fanno alla fine della vita” dice. Unica concessione al flash back è quando annota il momento più bello della sua vita in polizia. “Quando ho potuto riabbracciare i miei famigliari dopo l’attentato mafioso del 1992”. Il momento più buio? “Nessuno”.

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I quattro anni trascorsi a Piacenza alla guida della Polizia di Stato (prese servizio nella primavera del 2011) rappresentano l’ultima tappa del “superpoliziotto” Germanà, l’uomo che fu il braccio destro del giudice Borsellino in anni difficili, davvero difficili, e che qui nella nostra città di difficile ha avuto il rapporto con i sindacati, di cui preferisce non parlare. “A Piacenza mi sono trovato benissimo” confida ammettendo che il suo giudizio, come tutti i giudizi sui luoghi in cui uno ha prestato servizio, “riflette le relazioni umane che uno ha saputo instaurare”. “Io ho cercato di relazionarmi con il personale e con la gente come era nelle mie corde e dal mio punto di vista ho vissuto un’esperienza intensa ed importante che mi ha arricchito molto sotto il profilo umano. Dal punto di vista operativo sono molto soddisfatto, mi sono impegnato tantissimo nella mia funzione. Se poi i risultati per qualcuno non sono stati all’altezza delle aspettative mi dispiace. Ma certamente so che tutto il personale della questura ha dato il massimo”. Ad oggi non c’è ancora il nome del suo sostituto ed è possibile che la questura possa restare per alcune settimane sede vacante. “Indipendentemente da me, una questura sa andare avanti. Qui in viale Malta ci sono uomini importanti”.

 

Germanà lascia in un momento in cui sul fronte sicurezza nella tranquilla Piacenza, come del resto altrove, c’è quasi la sensazione di essere sotto assedio del crimine: furti a iosa, episodi delittuosi in aumento, cittadini che reclamano più sicurezza e che tentano di riunirsi in comitati, qualcuno che pensa addirittura alle ronde. Questore, non teme che lo Stato possa rischiare di essere delegittimato?

“Vede, questo senso di insicurezza si avverte non solo sotto il profilo della tutela dei beni materiali, ma anche per la tutela esistenziale della persona. Viviamo in un mondo che si evolve continuamente. Oggi un evento delittuoso che si consuma a New York ha una eco istantaneo anche qui e questo contribuisce al pensiero che tutto possa succedere anche al nostro fianco. Viviamo tutto al presente. E’ dovere della polizia essere presente, sempre, sul territorio. Oggi una questura deve tendere ad avere sempre più pattuglie all’esterno, perché è questo quello che serve a infondere più sicurezza nella gente e a fare da deterrente. Non esiste una ricetta assoluta per la sicurezza. Non credo che i cittadini vogliano organizzarsi per sostituire il potere della polizia o perché di essa non si fidano. Non mi piace e non è corretto sentire parlare di controllo di vicinato. Semmai deve essere vigilanza di vicinato. Se un cittadino vuole essere protagonista, ben venga. E’ lo Stato stesso che lo favorisce e noi non possiamo che essere contenti quando abbiamo la collaborazione dei cittadini. Tante volte anche qui a Piacenza è stato grazie alle segnalazioni dei cittadini che è stato possibile arrestare ladri o criminali vari. Per cui non credo che le forze della Polizia siano delegittimate da questo atteggiamento dei cittadini. Gli eventi criminali sono sempre esistiti e purtroppo esisteranno sempre. E’ la risposta quella che conta e a mio avviso va attuata con maggiori pattuglie all’esterno”.

Per il questore non è nemmeno un problema di legislazione o di riforma degli organi di polizia. “Nella maggior parte dei casi la legge viene applicata. Sul fenomeno dei furti negli anni abbiamo assistito anche all’incremento delle pene. Ma sappiamo che non hanno impedito che qualcuno potesse rubare. Se si riescono a raggiungere buoni risultati con più forze di polizia, è giusto andare avanti con questo sistema”.

“Io non ho paura a girare per le nostre strade di sera da solo. E di certi non dico ai miei figli di non girare per strada. E’ chiaro, le derive umane possono esplodere n qualsiasi momento e a qualsiasi ora”.

Per Germanà il prossimo primo maggio “non cambierà nulla”. Come ho sempre cercato di fare cercherò di essere sempre utile al prossimo”.

 

 

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