Consiglio, Colla: “Polizia Municipale, così non va. Serve un comandante”

Molti i temi in discussione fin dalle comunicazioni nel Consiglio Comunale di oggi (lunedì 20 aprile), specificamente dedicato a discussione e votazione di una lunga serie di mozioni e interrogazioni, in alcuni casi ormai anche molto datate come hanno rimarcato sia Pascai (PD) dalla maggioranza che Polledri (Lega Nord) dalle opposizioni.
Gabbiani (Movimento 5 Stelle) ha aperto le comunicazioni sottolineando come il Comune debba una risposta ai cittadini che auspicano che non si perda per sempre quanto di storicamente e archeologicamente rilevante si trova sotto il palazzo ex Enel abbattuto per far posto ad un nuovo edificio.
Il grillino ha anche chiesto che sia messo per iscritto che “la variante sostanziale sul tema è passata solo in Commissione ma non in Consiglio Comunale”.
Foti (Fratelli d’Italia) ha evidenziato come il Consiglio Comunale sia ormai convocato solo sporadicamente: “Un dolce far niente – così l’ha definito – che impedisce di discutere su temi rilevanti come i rivi e i consorzi di bonifica. Si sta finendo – ha concluso Foti – per parlare di poco e di niente, possibilmente del nulla: a che serve fare il consigliere comunale se si lavora così?” 
Castagnetti (Popolari per Dosi) ha ricordato l’ennesima tragedia del mare, invitando l’Amministrazione a fare il meglio – per quanto di sua competenza – sul fronte dell’accoglienza. Ha anche chiesto un maggior numero di passaggi in centro della Polizia Municipale: “Aiuterebbe le casse comunali, ma anche la difesa del senso civico e la vivibilità della città”. Auspicato anche il posizionamento di ulteriori parigine lungo tutta via Campagna. 
Garetti (Lista Sveglia) ha invitato a seguire con attenzione il lavoro che svolto nei prossimi 12 mesi al Vittorio Emanuele dalle cooperative attualmente operative, “perché potrebbero mancare gli stimoli sapendo quanto deciso in merito nel precedente Consiglio Comunale”.
Colla (Moderati) ha evidenziato il “palpabile malcontento” degli agenti della Polizia Municipale, fino a pochi giorni fa senza un comandante. Colla ha anche citato alcune rivendicazioni sindacali, sostenendo provocatoriamente che “in centro storico un vigile urbano non si vede dal ’15-’18”
Rocchi (Moderati) ha punto l’Amministrazione sul fatto che, contrariamente a quanto assicurato, al via di Expo (il I Maggio) a Piacenza saranno funzionanti i soli servizi pubblici di Piazza Cavalli. Rocchi ha chiesto che, in mancanza d’altro, almeno questi possano essere tenuti puliti e aperti anche il sabato pomeriggio e la domenica: il tutto per evitare “una cattiva figura” alla maggioranza.
Pallavicini (Sinistra per Piacenza) è intervenuto sui diritti degli agenti della Polizia Municipale, dicendosi s’accordo sul rispetto dei diritti al riposo ma invitando a considerare il corpo come qualcosa di diverso – anche in termini di dotazioni di armi – dalle altre forze dell’ordine.
Tassi (PdL) ha evidenziato come attualmente, a chi riceve una multa per divieto di sosta, arrivino ben due diversi pagamenti da effettuare, uno a Comune ed uno ad Apcoa, chiedendo se sia pensabile introdurre un secondo pagamento proprio in questo momento di crisi. Stesso motivo per il quale – secondo Tassi –  “è ingiustificabile il cambiamento delle tariffe  cimiteriali: per lo stesso loculo che costava 1.200 euro per 30 anni, da aprile si può arrivare a pagarne 4.200”.
Il sindaco Dosi è intervenuto sulle osservazioni relative alla Polizia Municipale, evidenziando come – al di là della fresca nomina del nuovo comandante, che “esordirà” il I maggio – la situazione degli agenti sia stata affrontata e sarà ancora affrontata in diversi incontri sindacali, ma ha rimarcato come l’assunzione di 15 vigili in tre anni e 5 ausiliari vada proprio nella direzione di sostenere il lavoro della Municipale.
Si è poi passati alla discussione delle mozioni e delle interrogazioni, brevemente interrotta solo per la momentanea mancanza del numero legale.

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Approvata largamente la mozione di Pascai (PD), apprezzata anche dall’assessore Tarasconi, che spinge il Comune a proporre sempre più iniziative (come i Venerdì Piacentini, ma non solo) per vivacizzare la città. Tecnicamente complessa la discussione sulla mozione di Garetti (Lista Sveglia), che ha chiesto di favorire le persone in liste di mobilità e collocamento nello stilare le liste per gli scrutatori: l’assessore Tarasconi ha spiegato che un compromesso potrebbe essere quello di mantenere l’estrapolazione fatta da un software (per ridurre la minimo discrezionalità e favoritismi, e per ridurre i tempi), ma di favorire i senza lavoro per le eventuali successive sostituzioni. La mozione, così interpretata, è passata all’unanimità.
Batti e ribatti tra Polledri (Lega Nord) e l’assessora Piroli sull’interrogazione relativa al progetto ‘W l’amore’. Il leghista lo ha definito “un tentativo di indottrinamento gender in spregio alla libertà di insegnamento nelle scuole pubbliche”, mentre per l’assessora si tratta di un programma “ripreso da un programma attivo da 20 anni nei Paesi Bassi, finanziato da Regione e Università di Bologna, che vuole offrire strumenti su affettività e sessualità a giovani delle classi III delle scuole secondarie”. Polledri ha ribattuto che non è stato quanto sia costato e che il progetto nasconde “un processo di ideologizzazione che va avversato”.
Girometta (Forza Italia) ha chiesto se il semaforo tra via Dante, via Manfredi e via Bianchi – spesso rotto – possa essere passato a 4 scatti o essere sostituito da una rotonda, ma l’assessore Cisini ha spiegato come le misurazioni effettuate mostrino come la rotonda sia un’ipotesi impossibile, ammettendo però che il semaforo – definito “vetusto” – andrebbe del tutto rifatto.
Rocchi (Moderati) ha esordito nella sua interrogazione ricordando che “Il Pubblico Passeggio va da Piazzale Roma (no dallo Stradone Farnese!) a Barriera Genova”, e rimarcando che “sono state segate le panchine tra Barriera Roma e Piazzale Libertà che erano lì da tempo immemorabile , solo per gli schiamazzi di alcuni che si erano seduti lì e che avrebbero disturbato alcuni residenti”. Rocchi ha definito questo modo di agire “un po’ vigliacco, perché il problema non sono le panchine ma i gesti di inciviltà di alcuni. Inciviltà che non condividiamo e che va combattuta ma che non si risolve togliendo un bene (le panchine) dove si siedono anche mamme, anziani e altre persone che vogliono fare una sosta. E’ una sconfitta per l’Amministrazione. Se con i coltelli si può ferire qualcuno, smettiamo di vendere i coltelli?”. Cisini ha ammesso che “si tratta di una sconfitta, ma la situazione in quella zona era così degenerata che richiedeva un intervento, anche per la paura manifestata da diversi residenti”. Rocchi ha ribattuto che “il punto di vista di un cittadino è diverso da quello dell’amministratore. Anche gli extracomunitari hanno il diritto di sedersi, ma da persone civili: questo dobbiamo insegnare! C’è un po’ di razzismo in certe posizioni e in certe decisioni? Diamo troppo peso alle paure percepite, andando avanti così nessuno andrà più nemmeno a teatro. Mandate dove servono Polizia Municipale, Polizia di Stato ed educatori di strada ma non tagliate le panchine!”
Di Rossi (Pd) la mozione per “mettere in campo un progetto sperimentale per dare sostegno e aiuto a chi, causa divorzio o separazione, si trovi in particolare difficoltà economica tanto da dover abbandonare l’abitazione famigliare”. Apprezzamento da parte dell’assessore Cugini ma anche dai consiglieri Colosimo (Piacenza Viva) e Polledri (Lega Nord), che ha sottolineato come molti “nuovi poveri” siano proprio genitori – in particolare padri – separati ed auspicando interventi ad hoc per quella che è una “nuova frontiera di povertà anche affettiva”. Gabbiani (M5S) ha definito il tema una sfida per cui trovare coperture finanziarie: dobbiamo provarci. Da rivedere – per il petastellato – i criteri di assegnazioni degli alloggi Erp”. Elogi anche da Girometta (Forza Italia) e da Negri (Pd), che ha auspicato l’unanimità del voto anche e proprio per il suo porre il tema “complessivamente”. La mozione è effettivamente passata all’unanimità.
Sui circhi con animali (che sempre più chiedono di attendarsi a Piacenza) la mozione – scritta a tre mani, ma presentata da Pascai (Pd) – che invita il Comune a non rilasciare autorizzazioni per spettacoli in cui si sfruttano, contro natura, animali selvatici italiani e specie esotiche come le giraffe. Favorevole – fermo restando come il circo sociale (senza animali, ma con acrobati, giocolieri, clown e trapezisti) sia un’importante occasione di socializzazione e di lavoro – l’assessora Piroli, che ha comunque ricordato come la materia sia regolata anche da leggi nazionali e da altre normative attualmente in discussione.
Gabbiani (M5S) ha ricordato come il proprio movimento si fosse già attivato in merito anche in Regione ed ha auspicato come il parere favorevole atteso dalla associazioni sia già stato dato. Polledri (Lega Nord) ha detto di voler “spezzare una lancia in favore del maiale, visto che dell’elefante ci si occupa e del maiale, del pollo o del coniglio no: una netta discriminazione, qual è la differenza ontologica tra animali?”. “I polli in batteria – ha chiosato Polledri – non stanno meglio delle gazzelle del circo: dov’è finita la coerenza? Vogliamo fare come la Brambilla, che ha però un’azienda di importazione di pesce surgelato? O si è coerenti, come i vegani, o si votano certe mozioni solo per farsi belli. Nel circo gli animali costruiscono i sogni, non ci sono aguzzini ma onesti lavoratori”. Fiazza (Pd) si è detto d’accordo sull’onestà dei lavoratori dei circhi e ha ammesso che il Comune non può sostituirsi ad altre istituzioni sul tema, ma ha anche evidenziato come la mozione possa far esprimere al Comune “una posizione che funga da segnale sulla necessità di tutelare certe specie animali da gravi vessazioni”. Pur dicendosi sorpresa del fatto che analoga mozione pentastellata fu ritirata su richiesta dell’assessore competente, Quagliaroli (M5S) ha ricordato il voto favorevole alla mozione, che è in effetti largamente passata.
In un’altra interrogazione, Polledri (Lega Nord) ha evidenziato la situazione del parcheggio di viale Sant’Ambrogio, nei pressi della stazione ferroviaria: “Ci sono ancora persone che intimidiscono, con insulti e minacce per avere uno o due euro, i lavoratori che ci parcheggiano. Possibile – ha chiesto – che ogni volta ci si debba rivolgere alle forze dell’ordine per denunciare un’estorsione?”. Il sindaco Dosi ha ammesso che in zona si ripetono comportamenti “non tollerabili”, ma ha anche aggiunto che “relativamente a quanto accaduto nel caso dell’interrogazione l’intervento della Polizia Municipale (secondo la relazione degli stessi vigili urbani) c’è stato, con i provvedimenti conseguenti possibili nello specifico. L’unica soluzione definitiva – ha chiuso – sarebbe quella di un presidio fisso in zona, ma attività dissuasive della Polizia Municipale sono già iniziate, con un parziale contenimento del problema”. Polledri ha ribattuto che per la soluzione vera serviranno scelte e fondi ben diversi dagli attuali, e auspicando una presenza fissa almeno nelle ore “di punta”. La Polizia Municipale può comunque utilizzare il potere di identificazione e di fermo per 24 ore: nelle more della legge, sistemiamo almeno i locali destinati a quello scopo”.
Pallavicini (Sinistra per Piacenza) ha invece chiesto la solidarietà del Comune rispetto alle milizie curde del Pkk opposte all’Isis in Siria. L’assessora Piroli ha apprezzato la mozione, ricordando le traversie del popolo curdo diviso tra più Stati e adombrando dubbi sulle reali radici dell’Isis. Elogi al coraggio dei curdi anche da Colosimo (Piacenza Viva), che – seppur con alcuni distinguo – ha espresso il proprio voto ok alla mozione, emendata nel finale con un riferimento alla Palestina. Unanime il voto favorevole.
Quagliaroli (M5S) ha presentato la mozione che chiede a Seta Spa di sviluppare una app gratuita (sul modello di quelle già esistenti, in vista di Expo e della volontà di fare di Piacenza una “smart city”) che presenti le linee del trasporto pubblico locale e dia la possibilità di acquistare via smartphone i biglietti per l’autobus. L’assessore Cisini ha spiegato che, nella sostanza, “risponde a buona parte di quanto richiesto nella mozione la app già esistente e rinnovata, anche se è sempre possibile migliorarla”. Castagnetti (Piacentini per Dosi) ha chiesto di trasmettere comunque, a Seta, l’eventuale collegamento via app con siti che fanno promozione di Piacenza. Pur ammettendo che non conosceva la app illustrata da Cisini, Quagliaroli ha però rimarcato come l’acquisto diretto del biglietto via app e la non necessità di stampare il biglietto restano comunque obiettivi ancora da raggiungere. La mozione è passata all’unanimità.
Rimandate le interrogazioni dei consiglieri Foti e Opizzi, assenti, si è passati all’intterogazione sul Monte dei Pegni di Piacenza presentata da Girometta (Forza Italia): la richiesta è che il Comune “batta i pugni sul tavolo” per far sì che le promesse di aiutare le persone in difficoltà, fatte dagli istituti di credito, non restino lettera morta “costringendo chi sta peggio a rivolgersi ad altre soluzioni, compresi gli usurai” . L’assessore Cugini ha spiegato che la questione, “di forma e di sostanza”, comprende anche alcuni rischi che hanno spinto alla chiusura in riferimento alla quale – trattandosi di soggetto privato, che decide – il Comune più di tanto non può fare. L’auspicio della consigliera azzurra è però quello di tenere alta l’attenzione sul tema.
L’ok alla richiesta di proroga della seduta, giunta alle 20 (orario previsto di chiusura), ha consentito la discussione della mozione di Colosimo (Piacenza Viva) sull’insufficienza di spazi rosa nei parcheggi, con conseguente richiesta di implementazione. L’assessore Cisini ha spiegato che la volontà di implementare gli spazi rosa negli spazi pubblici c’è, e la mozione è passata all’unanimità.
Garetti (Lista Sveglia) ha invece posto l’accento sul rinnovo di permesso di occupazione permanente di suolo pubblico (ad es. per i dehors), chiedendone la semplificazione. Citando come il regolamento vigente non lo consenta, l’assessore Gazzola ha comunque auspicato modifiche in merito. Gabbiani (M5S) ha a sua volta auspicato una semplificazione in merito. La mozione è passata all’unanimità.
In chiusura, l’interrogazione di Quagliaroli (M5S) sugli studenti costretti a pagare comunque 6 euro perché “pizzicati” sul bus senza abbonamento in quanto semplicemente dimenticato, benché lo abbiano fisicamente a casa. L’assessore Cisini ha ricordato come il regolamento preveda in effetti la sanzione, sollecitando peraltro che su questo e su altri temi (ad es, il pagamento in relazione all’altezza del bambino) possano essere approntate delle modifiche.

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