Angelo e Simone, cresce l’angoscia dei parenti, gli interventi politici

Ferragosto d’angoscia per i familiari di Angelo e Simone, i 2 amici di Bobbio, reclusi in carcere in India dallo scorso mese di marzo.  I due giovani, che nel paese estero si trovavano in vacanza, sono accusati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, ma dal momento del fermo, sostenuti da parenti e amici in Italia, professano la loro innocenza.  " Non lasciatemi morire in India" ha scritto Angelo lo scorso 7 agosto al padre Giovanni Falcone, che da mesi cerca di sensibilizzare mondo politico e organi di informazione sulla vicenda.  Oggi dovrebbe essere fissato un nuovo incontro con il giudice, ma l’udienza-inizialmente prevista per il 24 luglio, è già stata spostata in più occasioni.  Nel frattempo l’onorevole di An Tommaso Foti ha inviato una nuova interrogazione al Ministero degli esteri. Foti definisce la vicenda "incredibile per le scarse garanzie offerte ai due connazionali in occasione della formulazione dell’accusa e per il possibile esito del processo".Per Carlo Bovi, segretario del circolo del Prc della Val Trebbia ,al quale è iscritto Simone, uno dei 2 ragazzi piacentini detenuti in India,  "la situazione è molto complessa, ma a livello nazionale il ministero degli esteri poteva fare di più ".

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