Operaio cadde da sette metri e finì in coma. Due condanne e un’assoluzione

Stava scaricando da un terrazzo macerie da un cantiere edile quando improvvisamente perse l’equilibrio e cadde a terra facendo un volo di sette metri. Un giorno da cancellare, quel 25 maggio del 2012, per un operaio macedone di 25 anni che riportò un violentissimo trauma toracico e che restò in coma per diversi giorni. Ancora oggi porta sul suo corpo i segni permanenti di quella caduta. Per quel fatto si è concluso nei giorni scorso il processo in primo grado davanti al giudice monocratico Italo Ghitti con due condanne per lesioni colpose gravi e un’assoluzione: l’ingegnere Enrico Molaschi (assistito dall’avvocato Franco Spezia), proprietario e committente dei lavori, è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione; Matteo Molaschi (assistito dall’avvocato Cosimo Pricolo), responsabile della sicurezza nonché direttore dei lavori di fatto, è stato condannato a un anno e otto mesi. Assolto per non aver commesso il fatto invece il geometra Mauro Fiorani (assistito dall’avvocato Daniele Pezza) in quanto il giudice ha riconosciuto che, nonostante la sua firma fosse stata posta sulla pratica edilizia in qualità di progettista e responsabile lavori, non ebbe mai un ruolo effettivo nel cantiere, bensì puramente formale. I lavori in questione riguardavano la ristrutturazione di una palazzina di via Guercino (Piacenza) di proprietà di Enrico Molaschi. L’operaio che rimase ferito stava per concludere le operazioni di scarico di alcune macerie con l’aiuto di una carrucola e di un verricello. Forse il distacco di quest’ultimo alla base della caduta che provocò il violento impatto.

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